Nuovo ospedale, lanciata la sfida al sindaco

Il comitato pro Villa Mosca: «Confronto pubblico». Berardini: «La giunta ha rinunciato alla scelta»
TERAMO. Il comitato pro Mazzini sfida il sindaco Gianguido D’Alberto a un confronto pubblico sul nuovo ospedale. Le argomentazioni del primo cittadino a favore della realizzazione della nuova struttura sanitaria a Piano d’Accio, per il fronte che invece sostiene l’idea di potenziare il complesso già esistente a Villa Mosca sono «non esaustive». Il fronte del no all’utilizzo dell’area nella periferia est della città ribadisce le proprie ragioni. «Il sindaco ritiene che la nostra posizione contraria, sostenuta da migliaia di firme e dalla vicinanza di gran parte dei cittadini, sia di retroguardia», afferma il portavoce Demetrio Rasetti, «noi riteniamo che invece sia una battaglia di civiltà e di democrazia nei confronti di quanti vogliono governare il nostro territorio per fini di parte».
Il comitato ricorda la battaglia persa in passato contro lo spostamento dell’università a Colleparco. «L’aspetto urbanistico, al pari di quello sanitario e del maggior costo dell’intervento pari a 130 milioni di euro a carico della collettività deve avere la stessa importanza della scelta del sito», evidenzia Rasetti, «le considerazioni rappresentate da D’Alberto hanno un corto respiro perché si sottraggono a esaminare la scelta nella sua complessità e nelle sue future conseguenze generazionali».
A detta del comitato, infatti, «desertificare la città trasferendo il contenitore sanitario in zona periferica, peraltro in un sito in salubre e malsano, riteniamo che sia una scelta infelice che avrà ripercussioni sul tessuto sociale d’economico di Teramo». Rasetti elenca ler difficoltà di una città per l’assenza di servizi, con la disoccupazione giovanile dilagante, senza prospettive programmatiche. «Una delocalizzazione lo ospedale sarebbe un colpo mortale» spiega, aggiungendo che l’analisi di D’Alberto non ha preso neppure in considerazione gli aspetti «del consumo del suolo, le precarietà naturalistiche e ambientali, la insufficiente viabilità e trasportistica legate al sito di Piano d’Acciaio, in contrapposizione alle condizioni di salubrità del Mazzini». Per il comitato «in sanità conta più il contenuto, rispetto al contenitore, fatto di belle stanze di ottimo mobilio» e dunque sollecita il sindaco a un dibattito pubblico «sicuramente accettato nel rispetto del segno per il quale è stato eletto» D’Alberto. Non ha dubbi neppure il deputato di Coraggio Italia Fabio Berardini a detta del quale l’ospedale a Piano d’Accio comporterebbe un danno enorme per la città e al suo tessuto economico. « La nuova struttura deve rimanere a Villa Mosca», ribadisce, «l’interpellanza parlamentare da me depositata ha evidenziato una scottante verità: il sindaco la giunta hanno lasciato carta bianca ad Asl e Regione sulla scelta dell’area». Berardini fa rilevare, infatti, che dalla risposta del Governo «si è accertato che la Asl ha inviato al ministero della Salute una bozza progettuale per Piano d’Accio in data 22 dicembre 2021 nel silenzio assordante del sindaco». Secondo il deputato «il Comune avrebbe dovuto esercitare il proprio ruolo di rappresentante dei cittadini e fare una scelta urbanistica chiara sicuramente prima dell’invio di questi documenti». Berardini assicura che Coraggio Italia «si batterà con tutti i mezzi affinché Teramo non subisca un ulteriore grave danno». (g.d.m.)

