Nuovo ospedale, lo scontro arriverà al Tar

Il comitato pro Mazzini pronto a impugnare le carte del via libera a Piano d’Accio: «Scelta irregolare»
TERAMO. Si profila una battaglia legale sulla costruzione del nuovo ospedale a Piano d’Accio. Il comitato civico che insiste per il recupero e potenziamento del Mazzini a Villa Mosca, contro il percorso avviato dalla Asl per il trasferimento della struttura sanitaria nella periferia est della città, è pronto a rivolgersi al Tar. Lo farà non appena avrà acquisito la documentazione su cui l’azienda sanitaria fonda la propria scelta. «La procedura seguita secondo noi è irregolare», sottolinea Domenico Bucciarelli, uno dei rappresentanti del comitato che è arrivato ad annoverare oltre trenta associazioni di varia natura e finalità, «il ricorso al Tar sarà finalizzato a difendere i principi fatti propri dai circa ottomila cittadini che hanno firmato la petizione per far restare l’ospedale a Villa Mosca».
A rafforzare l’intenzione di impugnare le carte sulla realizzazione del nuovo ospedale è la convinzione che la scelta di Piano d’Accio come collocazione sia stata fatta a prescindere o comunque a priori rispetto alle valutazioni economiche, urbanistiche e ambientali che avrebbero dovuto orientarla. «Il costo del progetto su cui si punta è doppio rispetto a quello per Villa Mosca», ricorda Bucciarelli, «e per realizzarlo alla Asl mancano 160 milioni, a cui va aggiunta la somma necessaria per trasformare il Mazzini nella cittadella della salute».
Il peso economico, insomma, rischia di essere insostenibile. «La Asl ha la capacità di sostenere un ulteriore indebitamento?», è la domanda retorica che pone il rappresentante del comitato, che cita la relazione della Corte dei conti che sollecita l’azienda sanitaria a rimuovere le cause di squilibrio dei conti che, negli ultimi due anni, avrebbero prodotto passività per circa 70 milioni di euro. La questione è al vaglio di Cassa depositi e prestiti che copre una parte consistente della quota già disponibile e secondo Bucciarelli proprio questo passaggio sta tenendo ferma la procedura. È da escludere, secondo lui, che d’altra parte la cifra mancante possa arrivare dai privati. «Se devono farsene carico i contribuenti tramite le tasse», conclude, «lo dicano chiaramente». (g.d.m.)

