Nuovo ospedale: medici di base divisi sulla scelta del sito

27 Agosto 2023

Cordoni contro Core: «Si può e si deve restare a Villa Mosca» Il sindacato Fimmg: «Non importa dove si farà, ma come»

TERAMO. Il tema del nuovo ospedale, ma meglio sarebbe dire la sua localizzazione, continua a dividere: non tanto la politica quanto gli addetti ai lavori. Alla presa di posizione di Ercole Core, presidente della cooperativa Medici di medicina generale, che boccia senza appello l’idea di tenere il nuovo Mazzini dov’è l’attuale, cioè a Villa Mosca, e reputa invece idonea a un moderno presidio di secondo livello e di valenza provinciale l’area di Piano d’Accio, replica un altro noto medico di base, Siriano Cordoni, sostenendo: «Nessuno nega che l’ospedale ha già e dovrà continuare ad avere un ruolo provinciale e questo non viene acquisito o perso spostandolo di quattro km verso Mosciano. Inoltre, quando si decide di spostare una qualsiasi struttura, qualsiasi essa sia, qualcuno ne guadagnerà mentre altri ne avranno una penalizzazione. Basti pensare ai 30.000 abitanti del centro storico di Teramo che dall’oggi al domani si troverebbero a dover richiedere un incremento dei trasporti urbani con relativo aumento dei kilometraggi da percorrere (aggravi economici e maggior impatti ambientali) dal momento che non vi sono attualmente collegamenti con il nuovo sito dove dovrebbe essere costruito il nuovo ospedale. Non meno importante è anche non abbandonare strutture che hanno svolto e possono continuare a svolgere il loro ruolo senza rischiare di farle diventare cattedrali nel deserto per poi, fra qualche anno, star lì a versare lacrime su scelte che hanno depauperato la città». Cordoni, peraltro, sostiene che negli uffici comunali giace dai tempi di Brucchi sindaco uno studio che esclude come idoneo il sito di Piano d’Accio.
Ieri sull’argomento nuovo ospedale si è espressa anche la Fimmg, il sindacato dei medici di medicina generale, con una nota firmata dalla segretaria provinciale e vice segretaria regionale Valentina Antonacci. Che non entra nel merito del sito e scrive: «Riteniamo che si debba abbandonare la visione “ospedalocentrica”, che tanto piace a chi ne deve fare facili spot elettorali. L’ospedale deve gestire le acuzie ed eseguire le procedure diagnostiche e terapeutiche di secondo e terzo livello, che sono per lo più programmabili. Alla politica e ai cittadini dovrebbe interessare dunque non tanto il dove, ma il come si realizza l’ospedale, certamente valorizzando il nostro territorio, ma soprattutto garantendone la fruibilità, e non mi riferisco solo alla viabilità. Il collegamento dovrebbe essere in primis funzionale alla medicina e ai medici del territorio, attraverso il teleconsulto, la messa a regime del fascicolo sanitario elettronico, che alleggerirebbe di molto la pressione sugli ospedali, e andare incontro al disagio di quei cittadini che comunque saranno sempre alla periferia della struttura ospedaliera, dovunque la si realizzi. Non ci si può continuare a lamentare delle abnormi attese nei pronto soccorso, dell’allungamento delle liste d’attesa se non si favorisce la cultura del territorio, garantendo però che i cittadini vi trovino delle risposte. Che fine hanno fatto, ad esempio, i 5 milioni di euro destinati alla Regione per la diagnostica di primo livello di supporto ai medici di assistenza primaria e pediatri di libera scelta? Noi della Fimmg abbiamo diversi progetti per affrontare le criticità esposte sopra, ma non capiamo perché, al di là dei soliti proclami sulla valorizzazione della medicina territoriale, non troviamo risposte».(d.v.)
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