Nuovo ospedale, si ricomincia da zero

11 Ottobre 2019

Saltata la procedura di project financing avviata con l’impresa Pizzarotti. Di Giosia: «La politica sostenga il progetto»

TERAMO. Il project financing per il nuovo ospedale riparte da zero. La Asl ha dato il benservito alla Pizzarotti, interrompendo la procedura che la ditta edile parmense aveva avviato con la presentazione di una proposta progettuale per l’intervento da 250 milioni di euro. Ad annunciarlo, nel corso della commissione sanità convocata in Comune proprio per parlare del nuovo ospedale, è il direttore generale facente funzioni Maurizio Di Giosia che è stato responsabile unico del procedimento culminato con il no definitivo alla Pizzarotti. «Sono emersi problemi», afferma, «che hanno fermato la valutazione alla fase preliminare». Il direttore, affiancato dai tecnici della Asl, non entra nel merito sottolineando l’esigenza di riservatezza imposta dalle norme alla procedura nella fase che precede l’approvazione del progetto e l’avvio dell’appalto. «La proposta non aveva i requisiti», osserva, e chiarisce che l’azienda sanitaria ha negato alla ditta di Parma un’ulteriore proroga di sessanta giorni per l’integrazione delle carte. Le carenze che hanno affossato il progetto riguarderebbero, infatti, documenti relativi alle garanzie economiche a sostegno dell’operazione.
«Arriveranno altre proposte», osserva Di Giosia, «ma bisogna vedere chi ha la forza finanziaria e crede in questo progetto». Il proponente ed eventuale affidatario dell’appalto dovrebbe coprire gran parte della spesa integrando lo stanziamento della Asl, che già dispone di 82 milioni di fondi ministeriali. In ogni caso la procedura dovrà ripartire daccapo. La commissione ha preso atto dell’interruzione della trattativa da parte della Asl cogliendo comunque l’occasione per un confronto su vari aspetti legati alla realizzazione del nuovo ospedale. Il sindaco Gianguido D’Alberto e Mauro Di Dalmazio hanno messo in tavola questioni di carattere più generale relative al ruolo di Teramo nella riorganizzazione del sistema sanitario abruzzese. «Da parte della Regione manca chiarezza sulla linea di riordino», ha ricordato, «per valutare la funzionalità del nuovo ospedale». D’Alberto ha auspicato l’allargamento del confronto su questo tema, ricordando la proposta di consiglio comunale congiunto con L’Aquila: «Dopo una prima risposta fredda da parte del sindaco Pierluigi Biondi, da parte sua c’è stata piena disponibilità a convocare la seduta che si potrebbe riunire in Regione».
Di Giosia ha tenuto comunque a precisare che la battaglia per una struttura teramana di secondo livello, quindi con tutti i reparti principali, deve essere innanzitutto politica difendendo ad esempio la permanenza della Neurochirurgia. «L’ospedale s’ha da fare», ha ribadito, «per rilanciare il ruolo di Teramo nella sanità regionale». Il direttore ha evidenziato l’impegno della Asl nel perseguimento di questo obiettivo anche tramite altre iniziative come l’acquisto di due risonanze magnetiche e di una Pet. Non sono mancati neppure i riferimenti, da parte si Maurizio Salvi (Futuro in) e Ilaria De Sanctis (+Teramo), al destino della struttura di Villa Mosca e alla possibilità si ricollocare lì l’ospedale nuovo. Soluzione questa ritenuta impraticabile, per problemi tecnici e funzionali, da Di Giosia, che comunque ha assicurato la volontà dell’azienda di valorizzare sia l’attuale Mazzini sia il polo di Casalena.
«È stata una riunione proficua», ha concluso il presidente della commissione sanità Vincenzo Cipolletti, «inserita nel percorso avviato di dialogo a 360 gradi sul nuovo ospedale e sulla sanità».
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