Nuovo ricorso per avere i rimborsi Tari

6 Ottobre 2019

Le associazioni turistiche ritengono che il Comune debba restituire 800mila euro e non 30mila come sostiene l’ente

ROSETO. Un nuovo ricorso al Tar per giudizio di ottemperanza, da parte delle associazioni turistiche, per far sì che il giudice ordini al Comune di Roseto di dare corso alla sentenza del Tar sulla Tari 2018, ovvero «restituire ai cittadini rosetani circa 800mila euro di somme non dovute».
Non si arrendono le associazioni turistiche, che vogliono chiarezza in merito alla sentenza, a loro giudizio, non rispettata dal Comune. L’ente continua ad affermare, in realtà, di aver rispettato la sentenza, avendo restituito ai cittadini, nella bolletta Tari 2019, le somme non dovute, quantificate in circa 30mila euro. «Ribadiamo che sono calcoli errati», dice Bruno Pierandozzi, consigliere della cooperativa balneatori Roseto-Pineto, «come tra l’altro ha ricordato nel suo intervento, nell’ultimo consiglio comunale, la consigliera d’opposizione Rosaria Ciancaione, molto esperta in calcoli tributari. Dal bilancio consolidato, approvato la scorsa settimana dalla maggioranza in consiglio comunale, non hanno previsto le risorse per restituire, a famiglie e attività produttive, i circa 800mila euro in più sula Tari 2018-2019. Non riusciamo a capire come sia possibile che noi operatori siamo stati costretti a fare un ricorso al Tar per ottenere un semplice diritto per noi e le famiglie rosetane».
Nel consiglio comunale dei martedì 4 giugno la consigliera Ciancaione presentò una mozione relativa ai rimborsi Tari alle famiglie e conseguente all’applicazione della sentenza del Tar Abruzzo, mozione che però fu bocciata dalla maggioranza. «Siamo dunque costretti, di nuovo, a ricorrere al Tar», aggiunge Pierandozzi, «non riusciamo a comprendere come possa accadere una cosa del genere». Insieme ai balneatori, presenteranno il ricorso anche l’associazione commercianti Assorose, l’associazione albergatori Ara, Roseto Incoming e Federcamping.
«Roseto è la città più tartassata, a livello di partite Iva», precisa Annalisa D’Elpidio, presidente di Assorose, «se il Comune non ci viene incontro sulle tasse, per noi è davvero dura. Comunque in merito alla sentenza vogliamo vederci chiaro e per questo appoggiamo il nuovo ricorso». Sulla stessa lunghezza d’onda è anche Adriano De Sanctis, presidente dell’associazione albergatori. «Devo ancora visionare il ricorso in realtà», afferma De Sanctis, «ma posso affermare che ci siamo anche noi. Come associazioni restiamo unite affinché si raggiunga una volta per tutte la verità».
Luigi Corradetti, vicepresidente della cooperativa balneatori, accenna anche a un altro ricorso alla commissione tributaria, già fatto, inerente un altro aspetto della Tari. «Alcuni associati, tra noi», sottolinea Corradetti, «nel 2018 si sono organizzati autonomamente per la raccolta della spazzatura, sull’esempio di Giulianova, precisando di conseguenza, al Comune, la scelta effettuata. Il Comune, però, ha mandato lo stesso le bollette della Tari, in forma piena, e dunque siamo stati costretti a ricorrere alla commissione tributaria per far valere i nostri diritti. Non capiamo perché il Comune, anziché venirci incontro e collaborare, fa di tutto per ostacolarci».
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