Nuovo teatro comunale: si parla con gli operatori

Gli amministratori aprono il confronto con le varie associazioni culturali L’assessore Core: «In piedi restano sia la riqualificazione sia l’abbattimento»
TERAMO. Dieci milioni di euro per restituire a Teramo un teatro degno di questo nome. Sono fondi del Pnrr che vanno indirizzati su un progetto «moderno, condiviso e funzionale», dice l'assessore alla cultura Andrea Core, «rispettando i tempi stretti che proprio il piano nazionale di ripresa e resilienza ci impone».
I paletti temporali prevedono l'affidamento dei lavori per la realizzazione dell'opera entro settembre 2023 e nei giorni scorsi il Comune ha pubblicato la determina volta ad individuare un professionista che elabori lo studio di fattibilità tecnico ed economico dal quale partire. Accanto a ciò sta per aprirsi il confronto con il territorio per capire che tipo di teatro vuole Teramo. «Da settembre avvieremo un dialogo con quelle realtà culturali che operano all'interno dell'attuale cineteatro comunale della città: con gli operatori del settore che si occupano di teatro e musica vogliamo confrontarci perché quello del nuovo teatro deve essere un percorso partecipato che ci porti ad avere uno spazio integrato con la città e all'altezza di un capoluogo di provincia», aggiunge l'assessore Core.
Dall'Acs alla Riccitelli, da Spazio Tre alla Benedetto Marcello, solo per citarne alcune delle realtà culturali locali, l'amministrazione è pronta ad intavolare un confronto «che sia concreto e finalizzato a capire esigenze e necessità reali: a partire dagli spazi, la loro ampiezza e distribuzione», prosegue Core sottolineando come ad oggi sia in campo tanto l'ipotesi della riqualificazione dell'attuale edificio quanto quella del suo abbattimento con nuova realizzazione. «I fondi che abbiamo ottenuto sono adeguati in ogni caso: personalmente opterei per la demolizione e la costruzione ex novo. Ma è una considerazione personale. Si tratta di aspetti che dovranno valutare soprattutto i tecnici. Ciò che conta è procedere verso un obiettivo che veda il centro di Teramo sanare una ferita e dotarsi di un vero teatro con ingresso sul corso principale, sale adeguate per rappresentazioni teatrali e musicali compresa musica da camera; e spazi idonei per la cultura. In questo discorso sono compresi anche i locali oggi occupati dal negozio di abbigliamento SottoSopra» conclude Core.
L'assessore ai lavori pubblici Giovanni Cavallari, che sta seguendo la parte tecnica, parla di sfida progettuale importante: «Lo studio di fattibilitàdeve coniugare molteplici aspetti: funzionali, estetici, di sostenibilità. Un teatro è una struttura complessa e servono competenze specifiche. Confidiamo nell'individuazione di un professionista in tempi brevi», dice Cavallari.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

