Nuzzo: azioni a zero? Forse, ma aspettiamo

Il presidente della Fondazione Tercas non si sbilancia sul possibile valore del titolo della banca
TERAMO. Potrebbe essere un’ipotesi realistica quella del valore pari a zero delle azioni della Banca Tercas, ma a decidere sarà il commissario straordinario Riccardo Sora. Non mostra ottimismo, ma si sbilancia più di tanto il presidente della Fondazione Tercas Mario Nuzzo, che commenta così il contenuto dell’accordo sulla cessione delle azioni della Fondazione alla Banca Popolare di Bari, accorso stipulato alla fine dell’anno scorso per il salvataggio della Tercas. «Noi diamo a Bari», spiega Nuzzo, «un diritto di opzione per le azioni al valore che sarà determinato dal commissario: che possano valere zero è una loro valutazione e forse è una valutazione attendibile».
Se lo è per la Popolare di Bari lo è anche per il presidente della Fondazione Tercas? «Io faccio un ragionamento, risponde Nuzzo: «Se il Fondo interbancario per la tutela dei depositi ha dovuto mettere 270/280 milioni, questo vuol dire che la Tercas ha un patrimonio negativo di 270/280 milioni. E’ molto difficile pensare che il patrimonio possa avere un valore positivo. Poi, però, dipende tutto dalle valutazioni del commissario. Oggi possiamo dire che la situazione sembra negativa, ma non possiamo fare previsioni esatte. Credo che la Banca Popolare di Bari abbia al momento maggiori informazioni di quante ne possiamo avere noi, perché ha partecipato alla due diligence e conosce dati che noi non conosciamo. Noi siamo in attesa di questi dati, con la consapevolezza che il quadro è negativo. Anche i soci istituzionali hanno svalutato la propria partecipazione in Tercas, di fatto azzerandola».
A preoccuparsi della svalutazione, anzi dell’azzeramento del valore delle azioni sono anche, e soprattutto, i piccoli azionisti, molti dei quali hanno investito nelle azioni Tercas i risparmi di una vita. «Noi siamo dalla stessa parte dei piccoli azionisti», osserva Nuzzo, «perché, come loro, siamo i danneggiati di questa situazione». Tutti, comunque, attendono con ansia l’assemblea dei soci per sapere quanto varrà il titolo e a tale proposito Nuzzo dice: «Spero che l’assemblea si faccia il più presto possibile, perché la banca deve uscire da questa fase e ricominciare a lavorare».
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