Nuzzo: la Fondazione è viva e può ancora rientrare in Tercas

Il presidente: «Anche nel 2015 investiremo cinque milioni sul territorio». Promosso il cda nominato da Bari: «Brancadoro è una garanzia». Gelo sulla proposta di Tancredi: «Non la conosco»
TERAMO. La Fondazione Tercas non è morta: anzi, resta un punto di riferimento vitale per il territorio. Si può riassumere così il messaggio rassicurante lanciato dal presidente Mario Nuzzo per il presente e il futuro dell'istituzione che è stata fino a un paio di mesi l'azionista di riferimento del gruppo bancario teramano passato, dopo il commissariamento, sotto il completo controllo della Banca Popolare di Bari.
La Giornata europea delle Fondazioni, che segue di appena 24 ore l'insediamento del nuovo consiglio di amministrazione della Tercas, offre lo spunto per focalizzare resoconto e soprattutto prospettive delle attività. «Nel 2014 abbiamo investito cinque milioni di euro in iniziative che sono state incentrate in misura maggiore rispetto al passato nel sociale e nel sostegno alle categorie deboli», esordisce Nuzzo, «a cui si sono aggiunte le attività in ambito culturale, sia per quanto riguarda musica, teatro, balletto e lirica che per la valorizzazione del patrimonio artistico, e nel campo della ricerca scientifica».
I timori, dopo il crac della Tercas, sono tutti concentrati sul futuro ma il presidente li allontana con il suo messaggio rassicurante. «Altri cinque milioni di euro saranno investiti nel prossimo anno», sottolinea, «si tratta di un dato in linea con i periodi precedenti a dimostrazione del fatto che le pur dolorose vicende recenti non avranno incidenza sulle nostre attività». La Fondazione, che auspica un «salto di qualità» nel rapporto con enti locali, associazioni e istituzioni gemelle a livello regionale nella programmazione degli interventi, osserverà con interesse il nuovo corso della Tercas. «Restiamo un interlocutore dell'istituto che ha un ruolo fondamentale per lo sviluppo del territorio», spiega Nuzzo, «se poi ci sarà un'ulteriore ricapitalizzazione, ne valuteremo le condizioni».
Il rientro nel capitale sociale della Tercas, dunque, resta sullo sfondo ma nel frattempo il presidente valuta in modo positivo i primi segnali operativi arrivati dalla nuova proprietà. «La nomina del cda evidenzia quale sia l'impegno della Popolare di Bari sulla banca», fa notare, «sono stati designati dirigenti apicali ma soprattutto responsabili di specifici settori d'interesse per il territorio». La presidenza del gruppo, che comprende anche Caripe, affidata a Gianluca Brancadoro rientra nel quadro delle indicazioni incoraggianti. «E' docente universitario a Teramo da 30 anni, dove ha iniziato la sua attività come ricercatore nell'85», ricorda Nuzzo, «ha un'intensa attività professionale e ha ricoperto incarichi importanti per conto della Banca d'Italia e per il ministero delle Finanze». La sua investitura, insomma, assicura «la massima garanzia per le esigenze del territorio».
Poco spazio, invece, è concesso dal presidente alla proposta del deputato Paolo Tancredi di portare gli investimenti della Fondazione nel sistema delle banche di credito cooperativo teramane. «E' una cosa che ho letto sui giornali», si limita a dire, «non ho altri elementi per valutare la fattibilità e l'economicità di questa operazione».
Sul futuro della Tercas si sofferma anche il sindaco Maurizio Brucchi. «Abbiamo perso un riferimento importante», afferma, «ma c'è una volontà di rilancio della banca e comunque la gestione oculata della Fondazione la rende ancora presente ed efficace sul territorio».
Una battuta sulla “nuova” Tercas arriva anche dall'ex governatore Gianni Chiodi, secondo cui «il beneficio per l'economia locale derivante dall'attività di una banca non dipende dal luogo di nascita dei suoi dirigenti».
Gennaro Della Monica
©RIPRODUZIONE RISERVATA

