Oasi dei calanchi, un’estate da record: 6mila visitatori

Il direttore De Ascentiis: «Da giugno prenotazioni sempre in crescendo» In cantiere nuovi progetti sulla gallina nera e la vendita del pecorino locale
ATRI. Oltre seimila visitatori e più di mille partecipanti alle iniziative e ai laboratori didattici sulla natura. Sono questi i numeri del successo portato a casa nella la scorsa stagione estiva dall’Oasi Wwf dei Calanchi di Atri, che ha visto negli ultimi anni un numero sempre crescente di presenze e di attenzione verso argomenti che riguardano il rispetto dell’ambiente. Il direttore Adriano De Ascentiis afferma al riguardo: «Tanti turisti grandi e piccoli hanno apprezzato le varie attività organizzate in estate insieme all’associazione “L’Istrice” che conta diversi volontari. Da giugno le prenotazioni sono andate sempre più crescendo e hanno registrato il tutto esaurito, anche se non abbiamo potuto allargare la maglia organizzativa ai gruppi nelle escursioni per le ovvie misure di contenimento della pandemia. Un grande successo sono stati i laboratori di educazione ambientale per i bambini e la mostra dei cani e delle specie di uccelli presenti tra i calanchi, oltre all’ecoristoro nel centro visite di Colle della Giustizia che ha avvicinato i vacanzieri alla cultura enogastronomia a chilometri zero del nostro territorio».
I numeri contano inoltre oltre 500 download nell’app gratuita “Picus”, che ha dato la possibilità ai turisti di ascoltare un’audioguida con voce narrante. Tra le attività gettonate c’è stata anche la pratica dello yoga con “Yoga in Natura” e le oltre 24 escursioni con zaino in spalla per vivere passeggiate tematiche lungo il sentiero dei Calanchi. Immancabili e segnate dal tutto esaurito sono state le suggestive serate intitolate “La luna e i Calanchi” in occasione del plenilunio di luglio e agosto, con escursioni al chiaro di luna per ammirare il fascino notturno dei calanchi.
De Ascentiis evidenzia inoltre come ci siano anche tanti altri progetti che stanno prendendo forma, come quello dell’allevamento della gallina nera atriana e la produzione di uova da parte di alcune famiglie custodi; un’altra punta di diamante da sviluppare è la commercializzazione del pecorino atriano con produzioni che dovranno essere portate avanti dalle aziende casearie locali.
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