Occupate da abusivi 11 case popolari

20 Febbraio 2018

Gli uffici comunali hanno sollecitato invano già sette mesi fa gli sgomberi forzosi. Mustone: «Non va perso più tempo»

GIULIANOVA. Gli sgomberi forzosi di chi occupa senza averne titolo alloggi popolari si sono interrotti, a Giulianova, da molti mesi. A confermarlo è una lettera, datata 11 luglio 2017, a firma del dirigente comunale Donato Simeone e controfirmata dalla funzionaria Giuliana Ridolfi, tesa ad ottenere, come prevede la legge, lo sgombero coattivo di undici alloggi di edilizia residenziale pubblica occupati senza il relativo titolo. La missiva inviata sette mesi orsono vede come destinatari il prefetto di Teramo, la Procura della Repubblica, il comandante della compagnia carabinieri di Giulianova, il comandante della polizia municipale e, per conoscenza, il sindaco Francesco Mastromauro e l’assessore di riferimento Cristina Canzanese.
Nella nota si legge testualmente: «Al fine di non veder vanificato il perseguimento di soluzioni che valorizzino il patrimonio comunale a garanzia di soggetti aventi titolo e, per evitare che il prolungarsi di azioni esecutive prive di effetti concreti contorni l’azione illegale di inammissibile impunità, rendendo inefficace l’azione amministrativa, si chiede di dar corso a nuova convocazione di un tavolo tecnico, al fine di fissare congiuntamente un programma di recupero di unità abitative occupate senza titolo». Segue l’elenco degli undici immobili oggetto della lettera, ubicati sia al Paese che nel quartiere Annunziata. La richiesta degli uffici non ha avuto alcun seguito e le famiglie in graduatoria che hanno diritto all’alloggio restano ancora fuori. L’unico provvedimento recente adottato riguarda gli appartamenti Ater che una volta liberi, per evitare occupazioni abusive, sono stati dotati di un particolare congegno antisfondamento collegato alla serratura.
Sul delicato argomento interviene il consigliere comunale Carlo Mustone, che afferma: «Non bisogna più perdere ulteriore tempo sulla questione delle unità immobiliari occupate illegittimamente. Occorre convocare con urgenza un nuovo tavolo tecnico al fine di fissare congiuntamente un programma di recupero, oggi più che mai importante sia per l’enorme richiesta di alloggi popolari e sia per combattere la microcriminalità. I piccoli furti sono in forte aumento, legati principalmente ad improvvisati ladruncoli schiavi di quella piaga sociale che ogni giorno li induce ad uscire dalla legalità. Quanto allo spaccio di droga, sempre presente, vale la conclusione che dove ci sono i consumatori c’è qualcuno che li rifornisce. Le zone più colpite sono il centro storico e l’Annunziata, proprio dove ci sono gli appartamenti da recuperare. Occorre ripristinare la legalità attraverso un’azione coordinata ed efficace per il bene della città».
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