Occupazione ex Oviesse, 12 condanne

22 Gennaio 2019

Tra loro anche i musicisti Enrico Melozzi e Mauro Baiocco. Per tutti una multa da 500 euro, si profila il ricorso in Appello

TERAMO. È una sentenza di condanna a scrivere, in primo grado, l’epilogo dell’occupazione ex Oviesse. A cinque anni dai fatti, dopo rinvii procedurali e slittamenti vari, ieri pomeriggio il giudice onorario Massimo Biscardi ha condannato al pagamento di 500 euro ciascuno le 12 persone accusate dalla Procura di invasione di edifici (il pm d’udienza Stefania Mangia aveva chiesto la condanna ad un anno e 300 euro di multa).
Tra loro ci sono anche i musicisti Enrico Melozzi e Mauro Baiocco che, insieme ad altri artisti ed esponenti del mondo culturale sulla scia di quella che all’epoca era stata l’occupazione romana del teatro Della Valle, quella mattina del 18 gennaio del 2014 entrarono nei locali di corso San Giorgio di proprietà del Comune per trasformarli nel Nuovo Teatro Teramo. Per circa due settimane quei locali ospitarono mostre, concerti, presentazione di libri e spettacoli vari.
E non solo. Per giorni esponenti del mondo culturale teramano e abruzzese si diedero appuntamento proprio nei locali occupati per lanciare proposte e progetti sull’uso di quegli spazi in cui oggi c’è un megastore di abbigliamento.
Nella notte tra il 3 e il 4 febbraio con un blitz della polizia i locali di corso San Giorgio vennero sgomberati in esecuzione di un provvedimento giudiziario, precisamente un sequestro preventivo dell’immobile. A chiedere al giudice i sigilli fu il pm Bruno Auriemma, titolare del fascicolo, dopo i primi rapporti inoltrati dalla polizia. La vicenda era già approdata una prima volta in tribunale nel marzo del 2016, ma in quell'occasione il giudice, accogliendo l'eccezione sollevata dalle difese degli imputati, aveva dichiarato la nullità dell'atto di citazione a giudizio rinviando gli atti al pm in quanto l'avviso di conclusione delle indagini risultava notificato solo a cinque dei 12 imputati.
Gli atti erano così tornati sul tavolo della Procura, che aveva dovuto far ripartire tutto l'iter. A dicembre dello stesso anno la prima udienza con il giudice che aveva dato il via all’istruttoria ammettendo i mezzi di prova e fissando la prima udienza al gennaio successivo. Poi a far slittare ulteriormente i tempi ci ha pensato il terremoto. Nel settembre scorso l’ultima udienza con l’audizione, tra gli altri, di nomi della cultura teramana chiamati in aula come testi della difesa proprio a raccontare gli obiettivi di una scelta come l’occupazione. Ieri, dopo la requisitoria del pm e le arringhe dei difensori che hanno tutti sottolineato l’assenza dell’elemento soggettivo, è arrivata la sentenza di condanna, oltre che per Melozzi e Baiocco, anche per Guido Bertorelli, 33 anni, di Torino; Elena Di Marco, 40 anni, di Teramo; Tiberio Martella, 51 anni, di Teramo; Andrea Ammazzalorso, 40 anni di Teramo; Marco Rodomonti, 53 anni, di Teramo; Fulvio Molena, 50 anni, di Roma; Daniela Verni, 49 anni, di Teramo; Guido De Togni, 38 anni di Verona; Marco Berardi, 35 anni, di Roma e Marco Mancini, 48 anni, di Roma. Il collegio difensivo, che annuncia ricorso in Appello, è composto dagli avvocati Filippo Torretta, Stefano Franchi, Monia Terlizzi, Michele Del Fuoco, Raffaele Picariello e Arturo Salerno.
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