Occupazione ex Oviesse, via al processo

Imputati 12 artisti tra cui i musicisti Melozzi e Baiocco. In aula parla il primo testimone della pubblica accusa
TERAMO. A tre anni dall’occupazione dei locali ex Oviesse, dopo rinvii procedurali e slittamenti causa terremoto, ieri mattina è entrato nel vivo il processo a carico delle 12 persone accusate dalla procura di invasione di edifici, tra cui anche i musicisti Enrico Melozzi e Mauro Baiocco.
Davanti al giudice Massimo Biscardi (pm d’udienza Stefania Mangia) è stato ascoltato un poliziotto, primo teste della pubblica accusa. L’istruttoria è stata aggiornata al 2 febbraio con l’audizione dell’ultimo testimone dalla pubblica accusa e i primi citati dalla difesa.
A portare avanti l’occupazione dei locali di corso San Giorgio fu un gruppo di artisti teramani e non che, sulla scia di quello già avvenuto al teatro Valle di Roma, a gennaio del 2014 decise di entrare nell’edificio di corso San Giorgio per trasformarlo nel Nuovo Teatro Teramo: per circa due settimane quei locali ospitarono mostre, concerti, presentazione di libri, spettacoli vari.
E non solo. Per giorni esponenti del mondo culturale teramano e abruzzese si diedero appuntamento proprio nei locali occupati per lanciare proposte e progetti sull’uso di quegli spazi in cui oggi c’è un megastore dell’abbigliamento.
Nella notte tra il 3 e il 4 febbraio del 2014 con un blitz della polizia i locali di corso San Giorgio vennero sgomberati in esecuzione di un provvedimento giudiziario, precisamente un sequestro preventivo dell’immobile, disposto dal gip Domenico Canosa. A chiedere al giudice i sigilli fu il pm Bruno Auriemma, titolare del fascicolo dopo i primi rapporti inoltrati dalla polizia. La vicenda era già approdata in tribunale l’anno scorso, ma in quell'occasione il giudice, accogliendo l'eccezione sollevata dalle difese degli imputati, aveva dichiarato la nullità dell'atto di citazione a giudizio rinviando gli atti al pm in quanto l'avviso di conclusione delle indagini risultava notificato solo a cinque dei 12 imputati (molti dei quali provenienti da Roma).
Gli atti erano così tornati sul tavolo della Procura, che aveva dovuto far ripartire tutto l'iter. A dicembre dell’anno scorso la prima udienza con il giudice che aveva dato il via all’istruttoria ammettendo i mezzi di prova e fissando la prima udienza a gennaio. A far slittare ulteriormente i tempi ci ha pensato il terremoto. IL collegio difensivo è composto dagli avvocati Filippo Torretta, Stefano Franchi, Monia Terlizzi, Michele Del Fuoco, Raffaele Picariello e Arturo Salerno.
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