Oculistica, disagi per il trasloco d’urgenza
Deciso per liberare l’ala per le puerpere: rimandati esami e interventi, niente stanze per il personale
TERAMO. Se il reparto di ostetricia e ginecologia si espande, di conseguenza quello di oculistica si sposta al quarto piano.
E’ stato disposto in tutta fretta, dalla direzione sanitaria, il trasferimento dell’oculistica dall’ala al primo piano, che ospiterà le stanze per le puerpere, al quarto, dove sono praticamente conclusi i lavori del nuovo reparto con tanto di due sale operatorie all’interno. Il problema principale è che il trasloco di oculistica è stato deciso solo una decina di giorni fa, in anticipo rispetto al fermo dell’attività chirurgica programmata, dopo il quale tutto sarebbe stato più semplice. In questo modo l’equipe ha dovuto spostare interventi ed esami, come gli Oct, fissati un paio di mesi prima. Ma il primario, Antonello Troiano, ultimato il trasloco fra qualche giorno, conta di richiamare i pazienti entro breve.
Un altro problema riguarda le camere in cui si spogliano medici e infermieri: non ci sono. Molto spazio, quasi la metà dell’ala, è stato infatti occupato dalle due sale operatorie interne. Il resto è stato ovviamente impiegato per le sale diagnostiche per i pazienti. In un primo momento si pensava che un paio di stanze le avrebbe potute “prestare” il reparto di fronte, che ospita la terapia del dolore e la piccola chirurgia, ma adesso sono state occupate. Si cercano dunque spazi idonei, ma al momento non è saltato fuori nulla.
A proposito di sale operatorie: il reparto si trasferisce, ma queste ancora non possono funzionare. Al di là del fatto che non sono ancora complete, manca infatti l’area lavaggio per i chirurghi, la grave carenza di anestesisti, impedisce la presenza di un’unità in reparto. Senza contare poi che sono necessarie altre figure, come i ferristi. Certamente, appena la Asl potrà espletare i concorsi e quindi assicurare un minimo di personale, avere due sale operatorie in reparto farà superare alcuni disagi che ora si creeranno. Finora il reparto era al primo piano, lo stesso della piastra operatoria: è importante che una “fast surgery” (reparto cioè che fa interventi di breve durata) abbia un ricambio veloce di pazienti e adesso, dal quarto piano al primo, con i pochi ascensori e non sempre funzionanti, si creeranno rallentamenti.
Ma a parte questo disagio, destinato a risolversi, nel nuovo reparto spicca l’esistenza di aria condizionata solo nel corridoio. Importanti ambulatori non ce l’hanno, anche dove ci sono macchinari che sviluppano calore: bisognerà intervenire, spostando qualche impianto del vecchio reparto o acquistandone uno nuovo.
Tutti i problemi, comunque saranno affrontati (e si spera risolti) appena il trasloco sarà concluso: al quarto piano è stato già spostato il laser, per affrontare eventuali urgenze, e ora seguiranno gli altri apparecchi, che andranno però collaudati di nuovo. (a.f.)
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