Oggi l’addio alla maestra morta sul Gran Sasso

L’autopsia: deceduta per i traumi ma anche per un stato di ipotermia Il pm dell’Aquila invia la Forestale a fotografare i luoghi dell’incidente
TERAMO. Nel giorno in cui la città si prepara a dare l’ultimo saluto alla maestra morta sul Gran Sasso, l’autopsia rivela che ad uccidere la 44enne Natascia Salvi, travolta da acqua e pietre sul Monte Prena, sono stati i traumi ma anche un grave stato di ipotermia molto probabilmente causato dalle bassissime temperature a 2500 metri, quando nella zona si è scatenata una pioggia torrenziale. E’ emerso dall’esame eseguito ieri mattina dall’anatomopatologo Giuseppe Calvisi su delega del pm aquilano Roberta D’Avolio che ha aperto un’inchiesta per ricostruire la dinamica della tragedia avvenuta domenica. E proprio per questo ieri mattina una squadra di agenti della Forestale è stata inviata sul posto per mettere insieme una documentazione fotografica del luogo in cui la maestra e la famiglia sono stati sorpresi dal maltempo.
La donna è stata travolta da un fiume di acqua e sassi che l’ha trascinata giù tra le rocce per diverse decine di metri. Il tutto sotto lo sguardo del marito, il 55enne Vincenzo Leonzi, e dei suoi due figli. L’uomo è rimasto aggrappato ad un costone sull’orlo del precipizio con il bambino. A dare l’allarme è stata la ragazzina che è corsa a valle ed è stata soccorsa da un automobilista.
L’uomo è ancora ricoverato all’ospedale dell’Aquila ed è qui che, su delega della procura, è stato ascoltato per una prima ricostruzione della tragedia.
Tutto è successo nella tarda mattinata di domenica, con una pioggia torrenziale che ha travolto la famiglia mentre stava salendo verso un canalone, in prossimità di un nevaio. La donna, travolta dall’acqua e dalle pietre, non è riuscita a trovare nessuno appiglio ed è stata trascinata.
I funerali della maestra si svolgeranno alle 16.30 di oggi nella chiesa di Villa Mosca dove la salma arriverà nella tarda mattinata di oggi.
Natascia Salvi insegnava nella scuola dell’infanzia “Pinocchio” di Colleatterrato, il quartiere teramano in cui viveva con il marito e con i figli. «Era una maestra amata da tutti», hanno raccontato le sue colleghe, «dai bambini e dai genitori. Una insegnante competente e professionale. Una donna sempre con il sorriso». E il sorriso di questa giovane donna, innamorata del suo lavoro e della sua famiglia, la descrive più di tante parole e ricordi. Che sono quelli di chi la conosceva, di chi ha parlato con lei solo pochi giorni fa. «Mi ha detto che con la famiglia stava pensando a dove trascorrere il Ferragosto», ha raccontato un’amica, «e che avrebbe fatto anche una gita in montagna perchè lei le escursioni piacevano tanto».
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