Oggi la sentenza per l’ex parroco arrestato per violenza sessuale

14 Luglio 2014

PERUGIA. E’ attesa per oggi al tribunale di Perugia la sentenza per don Elvio Re, l’ex vice parroco dell’Annunziata di Giulianova accusato di violenza sessuale. Nel corso della seconda udienza del...

PERUGIA. E’ attesa per oggi al tribunale di Perugia la sentenza per don Elvio Re, l’ex vice parroco dell’Annunziata di Giulianova accusato di violenza sessuale. Nel corso della seconda udienza del rito alternativo che si è svolta a giugno davanti al gup Carla Giancamboni,l sacerdote ha respinto tutte le accuse per cui l’anno scorso è finito in carcere. Nel processo è parte civile la donna rom di Assisi che accusa il religioso di aver tentato di violentarla in casa lo scorso anno (è rappresentata dall’avvocato Flavio Grassini). Il difensore di don Elvio è cambiato: il religioso, che è passato dalla diocesi di Teramo a quella di Macerata, si è affidato a Simone Pillon del foro di Perugia. Il sacerdote dopo alcune settimane di carcere aveva ottenuto gli arresti domiciliari in un istituto religioso della provincia di Perugia : arresti domiciliari che successivamente gli sono stati revocati. Il sacerdote 62enne, originario di San Ginesio di Macerata, il 17 settembre dell’anno scorso venne arrestato e rinchiuso nel carcere perugino per tentata violenza sessuale nei confronti di una donna rom di 50 anni residente a Santa Maria degli Angeli, vicino Assisi. Secondo la versione fornita dalla donna, il sacerdote prima le avrebbe fatto ripetute avances e poi avrebbe cercato di violentarla in casa, approfittando dell'assenza della figlia. Dopo l’arresto il tribunale del riesame aveva accolto il ricorso bis depositato dagli allora avvocati difensori di don Elvio, Massimo Spaccassassi del foro di Teramo e Concetta Colleoni del foro di Perugia, a seguito della nuova ordinanza di misura cautelare emessa dal gip a poche ore dall'annuncio della scarcerazione. Il Riesame, infatti, nel valutare il primo ricorso, aveva dichiarato decaduta la misura cautelare per un vizio di forma (ai giudici non erano arrivati gli atti dalla procura), ma prima che don Elvio potesse essere scarcerato, il pm aveva chiesto e il gip aveva accordato un nuovo ordine di custodia cautelare.

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