Oggi la sentenza per Samira la madre che ha ucciso le figlie

9 Maggio 2016

MARTINSICURO. E’ attesa per oggi la sentenza per Samira Lupidi, la 24enne originaria di Martinsicuro da novembre in un carcere inglese con l’accusa di aver accoltellato le figlie Evelyn, tre anni, e...

MARTINSICURO. E’ attesa per oggi la sentenza per Samira Lupidi, la 24enne originaria di Martinsicuro da novembre in un carcere inglese con l’accusa di aver accoltellato le figlie Evelyn, tre anni, e Jasmine, appena uno. Questa mattina la donna tornerà per la terza volta davanti al giudice del tribunale di Bradford, non lontano da Londra.

Sarà giudicata per il reato di omicidio volontario dopo che la corte, qualche settimana fa, ha respinto la sua richiesta: quella di essere giudicata per un omicidio commesso con una responsabilità attenuata. Si tratta del “manslaughter”, una ipotesi non contemplata dal codice italiano ma prevista nell’ordinamento giuridico inglese: un omicidio ancorchè volontario può essere considerato di minor gravità in considerazione delle circostanze in cui viene commesso. In generale viene considerato “manslaughter volontario” un omicidio con un comportamento idoneo ad uccidere e di cui la morte è conseguenza prevista o voluta, ma quando il reato sia commesso in un particolare stato d’ira determinata dalla provocazione di altri. E in questo contesto la donna potrebbe aver voluto far riferimento al clima di tensione che stava vivendo con il papà delle piccole. Samira Lupidi, infatti, prima del duplice omicidio, aveva denunciato le violenze domestiche del compagno inglese Carl Weaver, padre delle bimbe, e aveva trovato rifugio con loro in una casa-famiglia protetta dove le piccole sono state uccise. A quanto risulta dalle dichiarazioni raccolte dalla polizia inglese nell’immediatezza dei fatti, Samira temeva che le figlie le fossero sottratte dalla legge inglese. Alla richiesta di Samira si è opposto il rappresentante della pubblica accusa Stephen Wood per cui la donna deve essere giudicata per omicidio volontario. E così ha deciso il giudice Roger Thomas.(d.p.)

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