Old Club Villa Mattoni vince il suo girone

SANT’EGIDIO. L'Old Club R3 Villa Mattoni, squadra di calcio amatoriale che milita nel campionato amatori Figc della sezione di Ascoli Piceno, ha vinto il proprio girone con 51 punti sui 57 a...
SANT’EGIDIO. L'Old Club R3 Villa Mattoni, squadra di calcio amatoriale che milita nel campionato amatori Figc della sezione di Ascoli Piceno, ha vinto il proprio girone con 51 punti sui 57 a disposizione, vincendo ben 16 gare e pareggiando le altre tre senza mai veder nessun avversario vincere.
La squadra, allenata dall'esperto Fabio Tempestilli, vanta tra le proprie file giocatori di grande caratura tecnica con un passato importante alle spalle, come Luca Esposito, Giulio De Iulis, Luigi Angelini, AntonioTacconelli, Mario Talvacchia e Massimo Fabrizi, tutti grandi colonne delle loro ex squadre nelle varie categorie dilettantistiche.
Tra gli altri membri di questo splendido gruppo ci sono il presidente-giocatore Gianfranco Venanzi, i fratelli Simone e Roberto Ippoliti, Nicola Ranieri, Pierluigi Zippi bomber da più di 200 gol in carriera, Massimiliano Sospetti, Peppino Massi, Alessandro Pavoni, Massimo Franceschini team manager e sponsor ufficiale del club, Andrea Bizzarri, Alessandro Cialini, Danilo Dottore, Giustino Capriotti, Giuseppe Rosini, Davide Costantini, Michele Ulivieri, Rossano Nardinocchi, Marco D'Ottavi, Francesco Forlini e Gianpiero Di Domenico.
La squadra ora sarà chiamata a disputare la seconda fase del torneo, ambendo quindi a diventare campione provinciale e regionale. Il presidente Venanzi si dice «davvero orgoglioso di questo risultato, frutto di tanto impegno, dedizione e partecipazione collettiva, che hanno permesso a questo gruppo di crescere non solo calcisticamente ma soprattutto umanamente, trasformando, come spesso accade negli ambienti che diventano familiari, uno spogliatoio in un luogo di condivisione. La nostra storia», continua Venanzi, «parte dal ricordo di un giocatore del Villa Mattoni, Rosario Di Giantomasso, morto prematuramente in un incidente sul lavoro, il quale ha avuto sempre tra i suoi ideali il rispetto per l'avversario da dimostrare attraverso la tenacia agonistica, e di questo ne facciamo memoria ogni volta che scendiamo in campo; a lui abbiamo dedicato questo club, in cui R3 sta proprio per Rosario che giocava con quel suo numero 3 sempre cucito dietro la schiena. Certo», conclude Venanzi, «vincere il proprio girone non è come vincere un mondiale, eppure l'euforia che abbiamo respirato era la stessa di quel 9 luglio 2006... segno che il calcio è sempre un’ emozione unica!».

