«Oliveri deve risarcire l’operaio ferito»

14 Dicembre 2015

I giudici d’appello respingono il ricorso per un infortunio nel cantiere. L’imprenditore: «Andremo in Cassazione»

TERAMO. Dopo vent’anni dall’infortunio che lo ha reso parzialmente invalido i giudici d’appello confermano la sentenza civile di primo grado che ha condannato l’imprenditore Antonio Oliveri, suo datore di lavoro, a risarcirgli un danno complessivo di 218mila euro. Ma quel risarcimento non è ancora arrivato e per questo lui, un operaio edile di Giulianova, ha presentato un’istanza di pignoramento delle quote di proprietà di Oliveri della società Gran Hotel Don Juan di Giulianova. Dopo vent’anni dall’incidente dovrà attendere ancora: ora, infatti, la parola passa al giudice delle esecuzioni che dovrà decidere sull’istanza di pignoramento inoltrata dal legale dell’operaio, l’avvocato Gianni Falconi. Intanto Oliveri, ex vice presidente del Pescara Calcio, annuncia il ricorso alla Suprema Corte. «La questione è ancora aperta», dice, «faremo ricorso alla Cassazione».

I fatti iniziano nel maggio del 1995 quando l’allora operaio 39enne di Giulianova è un dipendente di una società edile il cui legale rappresentante è Oliveri. Il 18 maggio l’uomo sta lavorando sul tetto in eternit di un capannone alla periferia di Lucca. Improvvisamente una lastra cede e l’operaio finisce a terra dopo un volo di sei metri. L’impatto è violento e le conseguenze anche: il 39enne riporta una frattura cranica, la perdita della vista ad un occhio, una distorsione della mascella e la rottura del ginocchio sinistro. Per l’uomo inizia un peregrinare in vari ospedali tra interventi chirurgici e riabilitazione. L’Inail gli riconosce il 67% di invalidità permanente.

Alla battaglia nelle corsie d’ospedale corre parallela quella che si consuma nei tribunali, sia penali che civili. A Lucca, dove c’è stato l’infortunio, in sede penale Oliveri viene condannato per lesione colposa grave e per il risarcimento il giudice dispone il procedere in sede civile. Il tribunale è quello di Teramo dove nel 2006 il procedimento viene incardinato davanti al giudice del lavoro Giuseppe Marcheggiani. Che così scrive in sentenza: «Dichiara tenuto Antonio Oliveri a risarcire il danno subito dal ricorrente in conseguenza delle lesioni riportate nel sinistro del 18 maggio 1995 a Lucca e per l’effetto lo condanna al pagamento della somma di 153mila euro a titolo di risarcimento dei danni biologico e morale permanenti, della somma di 9mila euro a titolo di danno non patrimoniale e della somma di 56mila euro a titolo di risarcimento del danno patrimoniale». Qualche giorno fa i giudici della corte d’appello hanno confermato questa sentenza. (d.p.)

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