Oltre 600 incidenti sul lavoro in tre mesi

Numeri preoccupanti tra gennaio e marzo, tre eventi sono stati mortali. Oggi Cgil, Cisl e Uil manifestano sotto la prefettura
TERAMO. Nel primo trimestre del 2021, nel Teramano, si sono verificati 608 infortuni sul lavoro (554 durante il servizio e 54 in itinere) e sono stati denunciati tre incidenti mortali. Numeri che, evidenziano in una nota congiunta i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente Giovanni Timoteo, Fabio Benintendi e Fabrizio Truono, mettono in luce la necessità, «attraverso un rinnovato atto di responsabilità collettiva che coinvolga Governo, istituzioni, Conferenza Stato-Regioni, enti preposti, parti sociali», di stipulare «un grande patto per la salute e la sicurezza sul lavoro» all'interno di una strategia nazionale pluriennale di prevenzione e protezione, «assente da sempre nel nostro Paese», continuano Cgil, Cisl e Uil, «ma richiesta insistentemente negli anni dalle organizzazioni sindacali, che deve definire in maniera chiara gli obiettivi, gli interventi, le misure di tutela da porre in essere in coerenza con la Strategia quinquennale europea, allineandosi al modello comunitario». E proprio per accendere ancora una volta i riflettori sulla sicurezza sul lavoro le segreterie provinciali dei tre sindacati confederali hanno organizzato, per questa mattina dalle 10 alle 12, un presidio in largo San Matteo, davanti alla prefettura di Teramo.
«Nelle prossime settimane», scrivono Timoteo, Benintendi e Truono, «chiederemo un confronto a Inail e Ispettorato del lavoro per fare il punto della situazione sulla nostra provincia e chiederemo l'apertura di un tavolo con le organizzazioni datoriali per condividere la necessità che le lavoratrici ed i lavoratori, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, età, genere, provenienza, prima di essere adibiti ad ogni specifica mansione ricevano una preparazione e un addestramento adeguati».
Tra i temi che i sindacati porteranno al tavolo anche la necessità di dare nuovo impulso al ruolo della rappresentanza, a partire dal garantire in ogni contesto lavorativo la consegna del Dvr (documento di valutazione dei rischi) e delDuvri (Documento unico di valutazione dei rischi interferenziali), l'accesso al registro degli infortuni (digitale), la consultazione sulla valutazione dei rischi e le misure di tutela, sulla designazione degli attori della prevenzione e sull'organizzazione della formazione, la necessità di rafforzare il ruolo della rappresentanza in tutti i contesti e settori lavorativi e di garantire appieno lo svolgimento del ruolo del medico competente».(red.te)
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