Omaggio a Pannella nel teatro romano

20 Maggio 2017

Brucchi chiede a D’Alfonso il milione e mezzo che manca per il recupero, il governatore al sindaco: «Collaborazione»

TERAMO. «La città non potrebbe tributare omaggio più gradito a Marco Pannella se non recuperando il teatro romano per il quale tanto si è battuto. Se si volesse apporre una targa in suo onore non ci sarebbe luogo migliore di questo» si esprime così Vincenzo Di Nanna, segretario di Amnistia, Giustizia e Libertà Abruzzo, nell’aprire il pomeriggio di interventi, organizzato al teatro romano in collaborazione con l’associazione Teramo Nostra, per commemorare il politico teramano scomparso un anno fa. Amministratori e cittadini hanno voluto così mantenere in vita la memoria del «campione e guerriero dei diritti e della giustizia giusta» così come sottolineato dal presidente regionale Luciano D’Alfonso.
E proprio a D’Alfonso si è rivolto il primo cittadino di Teramo Maurizio Brucchi, esortando la Regione a fare la propria parte e a consegnare il milione e mezzo mancante per portare a termine l’opera di recupero del sito.
Il presidente della Regione, a sua volta, ha rilanciato la posta invitando il sindaco teramano a una sorta di collaborazione. Affrontando il tema dell’elezione del garante dei detenuti, per il quale Pannella si è speso fino alla fine, (e per il quale la Regione non ha trovato ancora un accordo), D’Alfonso si è così espresso: «C’è una partita ancora aperta. I voti della maggioranza ci sono, mi auguro che i tre voti mancanti arrivino dai teramani liberali di centrodestra. E io per il teatro romano mi impegnerò a non fermarmi neanche davanti a irregolarità contabili». Pannella è stato ricordato anche per la sua battaglia per preservare l’alveo del fiume Tordino dai lavori del Lotto zero. E il presidente di Teramo Nostra Piero Chiarini ha riportato alla memoria la candidatura di Pannella a sindaco in una lista dove figuravano personaggi come Ivan Graziani e Grazia Scuccimarra. «Anche quel suo mantenere l'uso del dialetto era un segno di affetto nei confronti delle sue origini» , ha aggiunto Chiarini, «perfino a Roma quando andavano a trovarlo personaggi influenti lui li invitava a sedersi dicendo “Alluct” (siediti in teramano (ndc)».
Emanuela Michini
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