Omicidio Di Martino, in aula i periti di accusa e difesa

12 Gennaio 2021

SILVI. È stato il giorno dei consulenti tecnici nominati da Procura e difesa: così la nuova udienza del processo che vede imputato Giuseppe Di Martino, il 46enne architetto di Silvi accusato di aver...

SILVI. È stato il giorno dei consulenti tecnici nominati da Procura e difesa: così la nuova udienza del processo che vede imputato Giuseppe Di Martino, il 46enne architetto di Silvi accusato di aver ucciso il 75enne papà Giovanni al termine di una violenta lite scoppiata nella loro casa di Silvi. Il consulente della Procura, l’anatomopatologo Pietro Falco, ha ripercorso attraverso foto e diapositive sia l’ autopsia che il sopralluogo nell’abitazione concludendo che la vittima è morta per asfissia meccanica e che l’aggressore ha «sbatocchiato il cranio». La tragedia avvenne nella notte tra il 13 e il 14 giugno del 2019 nella cucina dell’abitazione dove la vittima viveva con la moglie e il figlio, rientrato dal Brasile. Secondo la versione fornita dal 46enne e dalla madre l’anziano sarebbe morto per una caduta accidentale dopo una violenta lite scaturita dalla decisione della donna di voler andare via di casa. Alterco in cui il figlio sarebbe intervenuto per difendere la madre. Una versione alla quale non crede la Procura (il fascicolo è del pm Enrica Medori) che contesta l’ omicidio volontario aggravato. Per l’accusa la lite avrebbe riguardato solo padre e figlio: quest’ultimo avrebbe afferrato il papà al collo e gli avrebbe sbattuto la testa contro un tavolino. Accusa sempre respinta dal figlio, difeso dall’avvocato Marco Pierdonati. In aula, per la difesa, l’anatomopatologo Cristian D’Ovidio come consulente tecnico. Si torna in aula il 15 febbraio.