Omicidio, nell’inchiesta entra una caduta sospetta del padre

17 Giugno 2019

Così l’hanno definita nel referto i medici dell’ospedale di Pescara che gli prestarono le prime cure Questa mattina in carcere si svolgerà l’udienza di convalida del fermo a carico del figlio

SILVI. Nel fascicolo per omicidio volontario a carico di Giuseppe Di Martino, l’architetto di 45 anni sottoposto a fermo per la morte del padre Giovanni, 73enne meccanico in pensione, entra anche un referto dell’ospedale di Pescara. Il referto è quello relativo alla caduta dalle scale, circa un anno fa, dello stesso Giovanni. Una caduta in seguito alla quale il 73enne aveva riportato un trauma cranico e 50 giorni di prognosi. Una caduta definita “sospetta” dai medici dell’ospedale, e acquisita al fascicolo sulla morte dell’uomo nell’ambito delle indagini volte a ricostruire il clima familiare nel quale si è consumata la tragedia.
Intanto, negli ultimi due giorni, i carabinieri del nucleo investigativo del reparto operativo, diretti dal tenente colonnello Luigi Delle Grazie, hanno continuato a sentire vicini e conoscenti della famiglia. Quello che emerge è il quadro di una famiglia molto riservata. Se c’erano tensioni, probabilmente, sono sempre rimaste chiuse tra quelle quattro mura. Anche se alcuni vicini avrebbero raccontato di come Giovanni si lamentasse del fatto che il figlio non lavorava e delle sue spese. Testimonianze adesso al vaglio del pm Enrica Medori, titolare del fascicolo, sul cui tavolo sabato pomeriggio sono arrivati anche i primi risultati dell’autopsia effettuata sul corpo del 73enne dall’anatomopatologo Pietro Falco e a cui ha partecipato anche il consulente di parte nominato dalla difesa di Giuseppe, l’anatomopatologo Pino Sciarra. Autopsia che avrebbe confermato lesioni riconducibili a una colluttazione e fratture vertebrali e cervicali che potrebbero essere compatibili con un trauma da caduta. Anche se non avrebbe chiarito l’esatta dinamica di quanto accaduto. L’anatomopatologo si è comunque preso 60 giorni per rimettere gli esiti di tutti gli esami eseguiti, così come si attende che rientrino sul tavolo della Procura anche gli accertamenti condotti nell’abitazione di famiglia, posta sotto sequestro.
Questa mattina, intanto, Giuseppe comparirà davanti al gip Domenico Canosa per la convalida del fermo. Ad assistere l’uomo l’avvocato Nicola De Majo.(a.m.)
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