Omicidio Spinelli, la Cassazione conferma 30 anni per Koldaschi

I giudici della Suprema Corte hanno ridotto di otto mesi la sentenza di condanna in Appello Quattro anni fa il delitto ad Alba Adriatica, la vittima fu colpita in strada con due coltellate
ALBA ADRIATICA. È una sentenza che conferma, con una riduzione di otto mesi, la condanna a 30 anni per l’omicidio del 22 enne Manuel Spinelli.
Così nei giorni scorsi i giudici della Suprema Corte hanno messo la parola fine, almeno dal punto vista giuridico, all’omicidio avvenuto quattro anni fa in strada, ad Alba Adriatica. A colpire con due violenti fendenti la vittima fu Fitim Koldaschi, albanese di 27 anni, che negli anni si è sempre difeso sostenendo di aver tirato fuori il coltello per difendersi.
L’uomo in primo grado (rito abbreviato davanti al gup Roberto Veneziano) è stato condannato a 30 anni per omicidio volontario. In Appello la condanna era stata portata a 30 anni e otto mesi anche per il possesso del coltello. In Cassazione i giudici hanno tolto gli otto mesi senza rinviare nuovamente alla Corte d’Appello. Davanti ai giudici della Supera Corte la Procura generale ha chiestola conferma della condanna.
Koldashi, 30 anni, è attualmente detenuto nel carcere di Catanzaro dopo essere stato in quello di Palermo da cui all’epoca aveva tentato di evadere e per questo il Dap all’epoca del processo di secondo grado aveva vietato la traduzione ripiegando su un collegamento in videoconferenza. Per capire il perché della decisione dei giudici sarà necessario attendere le motivazioni, ma sin da ora appare evidente come la sentenza di primo grado emessa dal gup Veneziano al termine del rito abbreviato non abbia lasciato margini a una diversa interpretazione sia in Appello e sia nella Suprema Corte. L'omicidio di Spinelli si era consumato nel giugno del 2017 in pochi istanti ad Alba quando, secondo la ricostruzione fatta all’epoca dai carabinieri, la vittima, che si trovava fuori a cena con alcuni parenti, si sarebbe incrociato casualmente con l'albanese che in quel momento stava passando in auto con la sua fidanzata, la ex di Spinelli.
Secondo quanto emerso all’epoca dalle indagini dei carabinieri l'albanese sarebbe passato vicinissimo con la macchina al gruppetto e ci sarebbe stato qualche sguardo di troppo. A quel punto il 27enne sarebbe sceso dall'auto e avrebbe sferrato i due fendenti a Spinelli morto subito dopo l’arrivo in ospedale. Koldashi in primo grado è stato difeso dall’avvocato Paola Pedicone, in secondo dall’avvocato Ettore Censano e in Cassazione dall’avvocato Enzo Di Lodovido. I famigliari della vittima, che in più occasioni hanno organizzato manifestazioni per chiedere giustizia e la certezza della pena, sono sempre stati rappresentati dall’avvocato Stefano Gallo.
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