Omicidio Tizi, parte il ricorso in appello

Ricorso in appello per l’omicidio di Roberto Tizi (nella foto), il 35enne originario di Petritoli (Fermo) che il 7 giugno dell’anno scorso venne freddato con due colpi di pistola davanti agli occhi...
Ricorso in appello per l’omicidio di Roberto Tizi (nella foto), il 35enne originario di Petritoli (Fermo) che il 7 giugno dell’anno scorso venne freddato con due colpi di pistola davanti agli occhi della compagna, nel quartiere Tronto di Martinsicuro. A ricorrere ai giudici aquilani i difensori dei quattro albanesi accusati dell’omicidio e condannati in primo grado. Al termine di un rito abbreviato (che prevede lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna) il giudice Roberto Veneziano ha condannato a 18 anni Arjan Ziu, il 49enne albanese che il giorno dopo confessò di aver sparato per vendicarsi di una lite, riconoscendo le attenuanti generiche. A 17 anni e quattro mesi ciascuno sono stati condannati il fratello Mikele, 50 anni, e i due figli di quest'ultimo Rudy e Tony. I quattro sono accusati di omicidio volontario aggravato, lesioni personali aggravate (nei confronti della compagna della vittima ) e di porto abusivo d'arma. Tizi fu ucciso con due colpi di pistola calibro 6,35 sparati da Arjan Ziu appena giunto sotto casa. Il primo colpo lo raggiunse mentre era ancora in auto. Un vero e proprio agguato, secondo la procura, con i quattro che dopo gli spari infierirono sull'uomo prendendolo a calci in testa mentre era a terra. Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori l'agguato mortale sarebbe stato una vendetta per una discussione per futili motivi avuta qualche ora prima dalla vittima con Arjan Ziu. I due si erano incontrati in un bar, avevano discusso e Ziu aveva avuto la peggio. A fornire un grosso contributo alle indagini erano state le dichiarazioni della convivente della vittima – ferita di striscio a un ginocchio nell'agguato - ma, anche e soprattutto, le immagini catturate da alcune telecamere della zona. (d.p.)

