Oncologia bloccata Di Michele accusa la direzione sanitaria

5 Dicembre 2015

Il direttore del dipartimento: «Tenuto all’oscuro della chiusura». La Asl cerca i sostituti dei medici in malattia

TERAMO. E’ stato un po’ come aprire il vaso di Pandora. L’affaire oncologia ha messo alla luce, e in alcuni casi acuito, una serie di attriti esistenti all’interno della Asl. Il clima è quello di tutti contro tutti. E così, dopo la dura presa di posizione della direttrice sanitaria della Asl Maria Mattucci che critica le scelte del direttore generale Roberto Fagnano sull’oncologia mentre il primario del reparto Amedeo Pancotti parla di illazioni in ospedale sul suo conto e di «anni di avversioni» alla creazione del dipartimento oncologico, ora a togliersi un sassolino dalla scarpa è il direttore del dipartimento medico, a cui afferisce l’oncologia, Dario Di Michele.

Di Michele, che è anche primario del reparto di medicina interna, che sta fornendo i medici per tenere aperta l’oncologia, è stato tirato in ballo da Mattucci, la quale ha detto di aver cercato da quest’estate soluzioni per la carenza di personale ma di non esserci riuscita anche per non aver avuto il giusto contributo dal dipartimento. «Da parte mia c'è stata ampia disponibilità a venire incontro alle esigenze contingenti dell'unità operativa di oncologia», replica Di Michele, «già dall’estate, esonerando il personale medico dell'oncologia da turni assistenziali. Da quest'estate alcuni turni pomeridiani sono stati assicurati dalla medicina interna in modo da garantire maggiore disponibilità degli oncologi per altre attività e per tentare di compensare le assenze. Ho espresso piena disponibilità di collaborazione qualora fossero emerse ulteriori esigenze, purchè rappresentate in tempo utile. Invece di punto in bianco, dai mezzi di informazione, vengo a sapere che è stato chiuso il reparto. Per statuto interno è il direttore di dipartimento responsabile dell'orario, volendo rispettare le gerarchie la direttrice sanitaria della Asl può anche farlo, ma sarebbe stato quantomeno corretto avvertirmi e verificare se c’erano possibili soluzioni alternative alla chiusura. Che poi sono state trovate la mattina dopo». Nella conferenza stampa tenuta il giorno dopo l’annuncio del blocco dei ricoveri fatto da Mattucci, infatti, Fagnano ha annunciato la revoca del blocco grazie all’apporto dei medici del reparto di Di Michele.

Il direttore del dipartimento replica anche a Pancotti, che sollecita la creazione di un dipartimento oncologico. «Lui vorrebbe un'autonomia del reparto», obietta, «ma la sua sopravvivenza è legata al contributo che le altre unità operative del dipartimento danno nella copertura della guardia interdivisionale (i turni notturni e festivi, ndr). In una riunione sull'opportunità di istituire un dipartimento oncologico più d'uno si è invece detto favorevole all'istituzione di un coordinamento funzionale dell'attività oncologica all'interno del dipartimento medico».

Intanto la Asl si muove su due fronti per trovare i sostituti dei tre oncologi in malattia. Il 30 novembre è scaduto un avviso di mobilità per un posto a tempo indeterminato. Finora sono arrivate due domande, altre potrebbero arrivare per posta. Ieri è stata nominata la commissione che le esaminerà. C’è poi il vecchio avviso pubblico per due contratti a tempo determinato: in graduatoria ci sono 50 oncologi. Finora quelli interpellati hanno rifiutato e uno ha detto di essere disponibile dal 1° gennaio. La Asl ora sta mandando telegrammi a quelli iscritti successivamente.

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