Oncologia, donne incinte per la sostituzione

29 Maggio 2016

Alla prima selezione una va in interdizione appena assunta, poi partecipano due vicine al parto

TERAMO. Maternità e lavoro, un rapporto spesso controverso. Per fortuna in Italia dal lontano 1971 c’è una legge che tutela le lavoratrici in stato interessante. Che, in primis, impedisce il licenziamento della donna incinta. Principio basilare, così come quello dell’interdizione anticipata e obbligatoria. Poi però c’è il vizio tutto italico di cogliere l’occasione al volo, di prendere tutto quello che si può, anche in maniera piuttosto disinvolta. E’ quello che è accaduto nell’oncologia teramana. A dicembre 2015 scoppiò il caso: il reparto ha in organico tre medici più il primario. Di questi una è in maternità, una è in una malattia lunga e il terzo si era rotto il polso. Per cui la direzione sanitaria della Asl a dicembre bloccò i ricoveri, poi riattivati 24 ore dopo cercando in prestito medici da altri reparti. Si diceva, allora, che l’avviso pubblico per dotarsi di un sostituto avrebbe risolto almeno parzialmente il problema. Ad anno nuovo la selezione è stata svolta e ha vinto una dottoressa che però era al quarto mese di gravidanza e il giorno dopo aver firmato il contratto si è messa in interdizione anticipata.

Una doccia fredda per la Asl, che ha bandito un altro avviso pubblico. Le selezioni si sono svolte mercoledì. E con grande stupore degli astanti, fra i sei concorrenti c’erano due donne incinte. Una avrebbe compiuto i nove mesi il giorno dopo, l’altra era all’ottavo. Alla fine l’avviso l’ha vinto una terza oncologa, che ha dato disponibilità immediata a prendere servizio. Ma la curiosità su quello che sarebbe accaduto se avesse vinto una delle due in stato interessante è tanta: per legge gli ultimi due mesi sono di interdizione obbligatoria, così come i tre dopo il parto. Quindi entrambe avrebbero firmato e si sarebbero messe in interdizione. Il primario, Amedeo Pancotti, che era anche a capo della commissione, non commenta lo strano rapporto fra le donne in gravidanza e il suo reparto. Ma annuncia soddisfatto che l’oncologa “titolare” in maternità tornerà in reparto il 1° agosto e la sostituta di quella in malattia prenderà servizio prestissimo. «I vertici della Asl hanno fatto tutto il possibile. Peraltro il nostro è un reparto in cui si maneggiano sostanze tossiche, che non sono compatibili con una gravidanza. Ma ora, con un oncologo che dal 1° luglio dovrebbe prendere servizio all’hospice, ma che per ora sarà nel nostro reparto, dovremmo aver tamponato le falle. Sempre che nel frattempo qualcun’altra non rimanga in cinta», scherza Pancotti. (a.f.)

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