Oncologia, la nuova macchina attira pazienti da tutta Italia

21 Dicembre 2018

TERAMO. Un reparto sempre più vicino ai pazienti, anche emotivamente. E non poteva essere altrimenti.Ieri mattina nell’atrio al sesto piano del Mazzini si è svolto un piccolo spettacolo dedicato ai...

TERAMO. Un reparto sempre più vicino ai pazienti, anche emotivamente. E non poteva essere altrimenti.
Ieri mattina nell’atrio al sesto piano del Mazzini si è svolto un piccolo spettacolo dedicato ai pazienti del day hospital oncologico. E’ ormai una tradizione, fortemente voluta dal primario Amedeo Pancotti, un modo diverso per darsi gli auguri di Natale. Quest’anno è stato uno spettacolo all’insegna del teatro e della musica. L’attrice Cristiana Castelli ha dato vita a un duetto con lo stesso Pancotti. Lei ha recitato brani dello sceneggiatore-scrittore Mattia Torre, crudi e ironici, sulla condizione del malato e sul rapporto con i medici. Pancotti ha parlato di quello che accade in realtà e di quello che sarebbe auspicabile accadesse per arrivare a un corretto rapporto medico-paziente. «Il teatro può essere visto come un momento della terapia, così come l’arte in genere. Soprattutto in reparti particolari come questo», ha commentato Castelli. Poi è arrivato il momento della musica con La Swingheria, un gruppo jazz di San Benedetto.
«Continua il processo di umanizzazione del reparto», commenta Pancotti, che annuncia come l’oncologia teramana sia diventata meta di pazienti provenienti da tutta Italia che vogliono farsi curare con il nuovo macchinario in funzione al Mazzini da qualche mese e che hanno pochissimi ospedali pubblici nel Paese. È un macchinario che basa la propria azione sull’ipertermia (portando le cellule tumorali a 42 gradi) e ora si è creato già un mese e mezzo di fila. «Spero proprio che la Asl ora ne compri un secondo, con antenne più sottili per curare microlesioni alla testa-collo», afferma Pancotti, «quello che abbiamo in reparto ha dato risultati importantissimi sul dolore e sul rallentamento della crescita del tumore». (a.f.)