«Onorata della lettera di Letta»

22 Ottobre 2014

Gianna Becci replica alle polemiche sulla raccomandazione del politico: «E’ una prassi normale»

TERAMO. «Per quanto riguarda la segnalazione di Gianni Letta non posso che essere onorata di essere stata, anche solo per un attimo, nei pensieri di un uomo e di un politico la cui statura è unanimemente riconosciuta. Lo avevo conosciuto in occasione di eventi di straordinario spessore culturale collegati alle celebrazioni leopardiane». E’ uno dei passaggi della lettera che il segretario generale della Provincia Gianna Becci ha inviato alla redazione di Teleponte, l’emittente che l’altro ieri ha mostrato una lettera che l’allora sottosegretario Gianni Letta scrisse nel 2009 al neoeletto presidente della Provincia Valter Catarra, per raccomandarla come segretario generale.

Una prassi normale, sottolinea nella lettera la Becci, come già affermato da Catarra che ha ammesso di aver ricevuto la lettera di Gianni Letta, ma di aver scelto il segretario generale solo in base al suo curriculum. «Visto che la scelta del segretario generale è di natura totalmente fiduciaria e a tempo determinato», prosegue la dirigente della Provincia, «è ovvio che queste segnalazioni non rappresentano una pressione o una indebita ingerenza rispetto a chi amministra la cosa pubblica. Ma sono, appunto, una segnalazione e, durante le procedure di scelta, ne arrivano molte in maniera totalmente bipartisan».

La lettera, comunque, anche se a distanza di cinque anni, è venuta fuori. «Evidentemente», scrive in proposito Gianna Becci, «personaggi ambigui e in totale malafede che hanno stazionato per anni attorno agli uffici di diretta collaborazione del presidente, hanno avuto l’occasione di trafugare, perché di questo si tratta, e dare alla stampa documenti che sono comunque riservati e personali visto che parliamo di atti non amministrativi né procedimentali. Chissà quante altre carte sono pronte per essere usate o meglio strumentalizzate per guerre personali che nulla hanno a che vedere con il bene della pubblica amministrazione». Becci si ritiene il bersaglio di «un’opera sistematica e calunniosa di delegittimazione», perché «il mio modo di operare rigoroso, poco incline al compromesso, ha sicuramente infastidito, come già accaduto in passato a numerosi segretari generali, chi è convinto che i comportamenti scorretti dentro la Pubblica Amministrazione rimangano sempre impuniti».

Uno dei motivi per cui è finita al centro delle polemiche è stato il suo doppio incarico di direttore generale e segretario generale della Provincia, con relativo doppio stipendio. Questo fino a pochi giorni fa, quando il nuovo presidente Renzo Di Sabatino ha stabilito di confermarla nel solo incarico di segretario generale con un solo stipendio. Alla lettera inviata a Teleponte la dirigente ha allegato il suo Cud, nel quale si legge che nel 2013 (quindi con il doppio stipendio) il suo imponibile è stato di 168.166, 32 euro lordi, somma certamente molto alta, ma inferiore agli oltre duecentomila euro di cui si è invece parlato nei mesi scorsi e in ogni caso inferiore, sostiene ancora Becci, a quelle percepite da altri dirigenti della Provincia.(e.a.)

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