Opera salva-spiaggia ad Alba: slitta di nuovo la gara d’appalto

2 Giugno 2021

La Regione sposta di un’altra settimana l’apertura delle buste con le offerte che era prevista per ieri Ci sono problemi nelle autorizzazioni degli enti, a partire dal dipartimento abruzzese sulla pesca

ALBA ADRIATICA. Ieri partiva ufficialmente la stagione balneare 2021, ma la costa nord di Alba Adriatica, devastata da erosione e mareggiate, ha ricevuto l’ennesima doccia fredda che aumenta l’incertezza per l’estate: il rinvio di un’altra settimana della gara d’appalto per la spiaggia di alimentazione, la grande opera regionale da due milioni di euro. Oramai nessuno più in città sembra credere nella sua realizzazione entro il 30 giugno, come inizialmente previsto e accordato da Regione, Comune e operatori turistici della costa nord albense, i quali erano disposti ad attendere il primo luglio per piazzare gli ombrelloni pur di vedere realizzati i lavori. Si torna a sperare, quindi, in due dei tre ripascimenti minori previsti, che potrebbero partire già nei prossimi giorni e concludersi entro la fine di giugno. La differenza in termini di sabbia introdotta è enorme: con la spiaggia di alimentazione ne sarebbe stata aggiunta per 100mila metri cubi (difesa dai due pennelli perpendicolari insabbiati da realizzare contemporaneamente), mentre con il “ripascimentone” regionale e con il mini ripascimento comunale ne saranno introdotti un totale di circa 15mila metri cubi.
La spiaggia di alimentazione sembra infatti essersi arenata. L’apertura delle buste per la gara d’appalto, inizialmente prevista per il 25 maggio e poi posticipata a ieri, è stata di nuovo rinviata all’8 giugno. Qualcosa sembra essere andato storto nella conferenza dei servizi, riaperta nei giorni scorsi per ricevere i pareri delle autorità competenti in vari ambiti. Di certo è arrivato il dissenso all’opera del settore Pesca della Regione, con un atto firmato dal dirigente del servizio Economia ittica e dal vicepresidente della giunta regionale Emanuele Imprudente. Secondo l’atto diversi enti si sono posizionati contro l’opera: «Ci sono comunicazioni dell’Istituto Zooporofilattico di Teramo, Federpesca, Cogevo Abruzzo, cooperativa Vongole Coste del Teramano, Unci Agroalimentare, Impresapesca Coldiretti, capitaneria di porto di Pescara e Abruzzo Pesca, i quali hanno confermato quanto già in passato espresso in relazione all’intervento di cui trattasi, confermando l’orientamento di sostanziale contrarietà». Diverse le motivazioni espresse dall’atto, relative alla presenza delle vongole nel punto scelto per il prelievo della sabbia per la spiaggia di alimentazione: «L’assenza di adeguati studi sull’impatto di tale attività sulle risorse biologiche presenti nel sito stesso e nell’ambito marino circostante». L’atto prescrive quindi di «evitare di prelevare le sabbie nel sito a mare attualmente individuato, spostando altrove la zona di escavo, fuori dall’area di pesca della vongola e della zona riproduttiva delle specie ittiche. Oppure, in subordine, consentire effettivamente lo spostamento preventivo delle vongole oltre che dal sito di escavo attualmente individuato anche dal sito di immissione della sabbia al fine di evitare il massiccio soffocamento della vongola».
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