Operaio finì in coma Il Comune dovrà risarcirlo

Civitella, il lavoratore socialmente utile stava montando un palco e cadde L’ente non vuol pagare ma il giudice lo condanna a sborsare 40mila euro
CIVITELLA DEL TRONTO. Subì un incidente sul lavoro restando in coma per qualche giorno, adesso sarà risarcito dal Comune di Civitella che gli deve 40mila euro. E’ la conclusione alla quale è pervenuto il giudice del lavoro, Giuseppe Marcheggiani. Il tribunale di Teramo ha, infatti, condannato il Comune civitellese a risarcire ad E. D. I. (difeso dall'avvocato Stefano Di Filippo) per le lesioni riportate nel 2014 durante il montaggio di un palco per le manifestazioni estive. Il danneggiato era dipendente dell'ente come lavoratore socialmente utile e fu impiegato in mansioni risultate poi pericolose e per le quali non poteva essere utilizzato.
E fu proprio in questa circostanza che si verificò l'incidente. L'infortunio fu grave e procurò al lavoratore lesioni plurime alla cassa toracica. Il Comune si è difeso sostenendo, da quello che è dato sapere, che al lavoratore socialmente utile non potevano riconoscersi le garanzie in materia di tutela della salute previste per i dipendenti in organico all'ente. Il tribunale, diversamente, ha accolto le motivazioni addotte dall’avvocato Di Filippo riconoscendo la esclusiva responsabilità del Comune di Civitella. «Ciò che delude è il disinteresse degli enti per la tutela dei lavoratori», commenta Di Filippo, «a qualsiasi titolo utilizzati, spesso in modo spregiudicato per sopperire alle carenze di organico ed in assenza di sicurezza. I lavoratori oltre ai danni, quasi sempre sono costretti a lunghe e dispendiose battaglie legali per affermare i propri diritti, come in questo caso, nel quale da parte dell'ente, purtroppo, si è registrata una ferma contrarietà a riconoscere il diritto ad essere risarcito per il malcapitato lavoratore socialmente utile. Per fortuna c'è l'impegno costante della magistratura a dare riconoscimento alle tutele, con la corretta applicazione delle norme».
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