«Operaio morto, le medicine non c’entrano»

28 Dicembre 2023

Il consulente del tribunale: i farmaci non hanno influenzato le capacità del lavoratore

COLONNELLA. «I farmaci che l’uomo assumeva non hanno assolutamente influenzato le sue capacità»: lo ribadisce più volte in aula il tossicologo forense Mariano Cingolani, consulente tecnico nel processo in corso nel tribunale di Teramo per la morte di Aldo D’Agostino, il 62enne operaio di Canzano che nel giugno del 2018 perse la vita nell’azienda Stam di Colonnella, investito dalla pala meccanica guidata da un collega. Il guidatore del mezzo d’opera, inizialmente indagato, è stato prosciolto. A processo con l’accusa di omicidio colposo c’è l’imprenditore Mauro Scacchia nella sua veste, si legge nel capo d’imputazione, «di datore di lavoro e responsabile legale della cooperativa sociale Servizi ecologici ambiente e territorio nonchè della ditta Sviluppo tecnico ambientale (Stam) presso la quale la predetta cooperativa operava».
La Procura della Repubblica contesta al datore di lavoro della vittima, si legge sempre nel capo d’imputazione, «di non aver predisposto nei reparti operativi della Stam una illuminazione naturale e artificiale adeguata a salvaguardare la sicurezza dei lavoratori; di non aver provveduto a ripristinare il difetto di funzionamento di due dei sei proiettori installati nel reparto ossidazione; di non aver garantito una idonea manutenzione delle attrezzature di lavoro al fine di garantire nel tempo la permanenza dei requisiti di sicurezza, determinando così il non funzionamento del segnale acustico e del segnale ottico predisposti sulle pale meccaniche che evidenziano la loro movimentazione; di non aver destinato distinte vie di circolazione e di passaggio per i veicoli e per i lavoratori».
I familiari della vittima si sono costituiti parte civile. A giugno si torna in aula (il processo è in corso davanti al giudice monocratico Francesco Ferretti) per l’audizione di nuovi testi.(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.