Operaio suicida, il pm: «Nessun colpevole» La famiglia si oppone

Il caso del 48enne Pasqualino D’ Eusebio deceduto nel 2020 L’avvocato: «Molti gli aspetti che restano da chiarire»
SILVI. I passaggi dei procedimenti giudiziari scandiscono tragedie che con il tempo possono diventare solo più dolorose. Così come nel caso di Pasqualino D’Eusebio, il 48enne di Silvi trovato senza vita il 6 marzo del 2020 nelle campagne di Pineto.
Una ricostruzione a cui i familiari non hanno mai creduto e per questo l’anno scorso hanno presentato un esposto a seguito del quale la Procura ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio a carico di ignoti. Ma dopo un anno la stessa Procura ha chiesto l’archiviazione. Richiesta, quella fatta dal pm Silvia Scamurra titolare del fascicolo, a cui la famiglia ha preannunciato opposizione davanti al gip. «Nel corso delle indagini tanti aspetti non sono stati chiariti» dice l’avvocato Camillo Graziano che assiste i familiari dell’uomo.
Tra questi, secondo i familiari, c’è quello del telefono cellulare e del tablet dell’uomo. Per i ricorrenti, infatti, la consulenza tecnica disposta dal pm proprio sul telefonino non avrebbe provveduto al recupero di quelli che familiari e legale definiscono «tanti messaggi cancellati». Secondo loro, infatti, nella consulenza sarebbero stati estrapolati solo i messaggi rimasti in memoria. Nell’esposto i familiari avevano fatto riferimento anche alle testimonianze di alcuni colleghi di lavoro dell’uomo (operaio in un’azienda) ai quali la vittima aveva riferito di essere preoccupato in quanto ricattato a causa di debiti che avrebbe accumulato. Un particolare a cui è stato associato il fatto che, sempre secondo i familiari, negli ultimi tempi l’uomo era cambiato con atteggiamenti definiti insoliti. I familiari avevano chiesto l’audizione dei colleghi, in particolare di uno di loro, che però non ci sarebbe stata. Ma tra i motivi dell’opposizione c’è anche la questione riguardante una somma di denaro trovata sul conto dell’uomo e l’arco di orario in cui l’uomo si sarebbe ucciso. «Tanti aspetti che secondo noi non sono stati chiariti e per questo chiederemo al gip di non archiviare» conclude l’avvocato.
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