Operativa la sospensione per Mastropietro

GIULIANOVA. Dopo l’atto “politico” della giunta arriva anche l’atto amministrativo che rende operativa la sospensione-bis per la dirigente comunale Angela Mastropietro, la principale imputata nel...
GIULIANOVA. Dopo l’atto “politico” della giunta arriva anche l’atto amministrativo che rende operativa la sospensione-bis per la dirigente comunale Angela Mastropietro, la principale imputata nel processo Castrum sulle presunte tangenti al Comune di Giulianova. Porta la data del 18 dicembre la determina del dirigente comunale Donato Simeone che stabilisce la sospensione cautelare dal servizio in esecuzione della delibera della giunta comunale del 29 novembre scorso. In seguito all’arresto avvenuto a maggio la Mastropietro era già stata sospesa, ma dopo che il giudice aveva revocato gli arresti domiciliari la dirigente aveva chiesto, il 27 novembre scorso, di essere reintegrata in servizio. Due giorni dopo la giunta aveva quindi disposto una nuova sospensione tramite una delibera in cui si legge che «l’estrema gravità dei reati contestati e il clamore mediatico suscitato dalla pendenza di detto procedimento penale ( il processo Castrum,ndr) costituiscono fattori idonei a determinare un nocumento per il prestigio e l’immagine del Comune di Giulianova e, perciò, a rendere incompatibile l'esercizio delle funzioni di direzione di unità organizzative del Comune da parte del suddetto dipendente».
Nella delibera di indirizzo della giunta si legge inoltre che «i fatti penali ascritti al dipendente non consentono l’assegnazione in altro e diverso incarico riconducibile alla posizione contrattuale posseduta e fnirebbero per compromettere il rapporto fiduciario dell’ente con i propri utenti ed arrecare danno all’immagine e credibilità dell’ente stesso». Il processo con rito immediato per l’inchiesta Castrum si è aperto il 15 dicembre scorso e la prima udienza è stata quasi interamente dedicata alle eccezioni preliminari. Il Comune di Giulianova si è costituito parte civile rappresentato dall’avvocato Michele Del Vecchio. (red.te)
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