Operato al Mazzini il piede dell’operaio ferito alla Cordivari

20 Maggio 2018

TERAMO. Saranno ortopedici e chirurghi dell’ospedale Mazzini di Teramo a cercare di salvare il piede destro ad A.P., 52enne operaio di Notaresco che venerdì, mentre era al lavoro nello stabilimento...

TERAMO. Saranno ortopedici e chirurghi dell’ospedale Mazzini di Teramo a cercare di salvare il piede destro ad A.P., 52enne operaio di Notaresco che venerdì, mentre era al lavoro nello stabilimento Cordivari di Morro d’Oro, è rimasto intrappolato con l’arto in un macchinario, riportando gravi lesioni da scuoiamento. In particolare il piede ha perso la copertura dermocutanea con esposizione di ossa, vasi e tendini.
All’arrivo del ferito al Mazzini e dopo i primi accertamenti, si è deciso di contattare il centro di chirurgia della mano e microchirurgia delle Molinette di Ancona per valutare un eventuale reimpianto microchirurgico della copertura dermocutanea. Ma, recita una nota della Asl, «poiché in seguito a tale consulto è stata constatata l’inutilità di eseguire questo tipo di intervento», si è deciso di tenere il paziente al Mazzini «per iniziare un protocollo ricostruttivo concordato tra i vari specialisti (ortopedici, chirurghi generali, chirurgo plastico) che si baserà su una serie di interventi e trattamenti sequenziali che rappresentano attualmente il “gold standard” per questo tipo di traumi con perdita di sostanza degli arti».
Già ieri il paziente è stato sottoposto al primo intervento programmato da parte dell’ortopedico Franco Villani e del chirurgo plastico Guido Torresini. «È chiaro che sarà una procedura complessa e lunga», conclude la nota della Asl, «ma che permetterà al paziente, se tutto procederà per il meglio, di salvare buona parte del piede con la possibilità di un ottimo recupero funzionale finale».