Opere abusive mai rimosse Denunciato un balneatore

24 Luglio 2019

La guardia costiera ispeziona lo stabilimento e accerta che non sono state sanate le difformità edilizie risalenti a diversi anni fa: nei guai anche i precedenti gestori

ROSETO. Oltre ad aver realizzato delle opere abusive non avrebbe ottemperato alla relativa ordinanza di demolizione. Per questo il titolare di uno stabilimento balneare di Roseto è stato denunciato all’autorità giudiziaria per innovazioni abusive sul demanio marittimo, abuso edilizio, distruzione e deturpamento di bellezze naturali per aver edificato su un’area demaniale marittima dichiarata di notevole interesse pubblico senza l’autorizzazione paesaggistica, falsità ideologica commessa dal privato e truffa. Le ultime due ipotesi di reato vengono contestate anche ai due precedenti gestori dello stabilimento, che si sono succeduti negli anni, ritenuti responsabili di aver certificato falsamente la Scia (la segnalazione certificata di inizio attività) presentata al Comune per lo svolgimento delle attività commerciali. La denuncia è arrivata al termine di un controllo della guardia costiera, che ha accertato il permanere di alcune opere abusive all’interno dello stabilimento balneare, ispezionato diversi anni prima insieme all’agenzia del Demanio. Opere che erano state interessate da un’ordinanza di demolizione del Comune. Nella precedente ispezione, infatti, erano state rilevate numerose difformità edilizie realizzate in occasione della ristrutturazione dell’immobile. Tra queste l’ampliamento della piattaforma coperta di 120 metri quadrati oltre quelli autorizzati e il cambio della destinazione d’uso del bagno riservato ai disabili e di un locale adibito ad attività ludiche, entrambi razionati irregolarmente per ricavarne una cucina e altri ambienti. Tra le irregolarità anche un ampliamento della superficie totale coperta del corpo principale, il cambio della destinazione d’uso di alcuni locali interni inizialmente adibiti a cabine e poi divenuti bagni e la realizzazione di cabine ulteriori rispetto a quelle autorizzate. Insomma, una completa ristrutturazione dello stabilimento in assenza di titoli autorizzativi oltre alla totale difformità rispetto alla progettazione presentata. Circostanze che non consentivano allo chalet di ottenere le dovute certificazioni di conformità edilizia e agibilità nonostante avesse continuato a restare aperto.
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