Opere anti-erosione, Comune sotto accusa

I balneatori e Forza Italia: «Il progetto va sostenuto». Verrocchio: «Fatte solo delle osservazioni»
PINETO. Non si placano a Pineto le polemiche sulle prossime opere anti-erosione previste dalla Regione sulla costa a nord del torrente Calvano: opere sulle quali sono state sollevate nei giorni scorsi osservazioni da parte del Comune e del Parco marino per quanto riguarda la loro estensione verso sud.
Il presidente locale dei balneatori Mauro Pavone evidenzia: «La zona di Villa Ardente è popolata da titolari di lidi, albergatori e residenti e necessita subito di interventi, le mareggiate purtroppo stanno interessando anche il centro della città e quindi le barriere a mare saranno necessarie anche per tutelare i lidi verso sud. La Regione sa bene che il problema dell’erosione riguarda tutta la costa e si adopererà per tutelare tutta la nostra spiaggia. Importante è viaggiare uniti senza divisioni. L’estate è arrivata e dura poco e non possiamo più esitare».
Ieri sul tema sono intervenuti anche il coordinatore di Forza Italia a Pineto Angelo Mantini e il consigliere di minoranza Paolo Passamonti, che in una nota hanno scritto: «Dopo oltre 15 anni di interventi con ripascimento morbido sul litorale nord senza risultati e con una spesa pubblica di circa 10 milioni di euro, il sindaco di Pineto Robert Verrocchio ha ancora dubbi sugli interventi in programma per la realizzazione di barriere soffolte. La storia delle opere messe in programma dalla Regione Abruzzo per il tratto di costa nord iniziano nel lontano 2015, quando fu subdelegato il Comune con un finanziamento di un milione di euro, e dopo oltre sei anni non è stata realizzata neanche una progettazione esecutiva: pertanto è stato revocato il finanziamento. Vogliamo ricordare al sindaco e ai vertici dell’Amp del Cerrano che non è il momento di contrapposizioni politiche ma di unità d’intenti per risolvere un problema che si ripercuote su tutta l’economia turistica del paese, specie di Villa Ardente».
Verrocchio ha tenuto a precisare che quelle inviate alla Regione sono state regolari osservazioni che competono al Comune e che sono state erroneamente interpretate come critiche al progetto, con il risultato di aver generato conflitti sul territorio. ( d.f.)
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