Opuscolo promuove Mosciano ma cita ricette marchigiane

24 Novembre 2021

MOSCIANO. Imperdonabile scivolone da parte di un’azienda specializzata nella promozione dei territori che, attraverso un opuscolo, trasferisce Mosciano e le sue tradizioni culinarie addirittura...

MOSCIANO. Imperdonabile scivolone da parte di un’azienda specializzata nella promozione dei territori che, attraverso un opuscolo, trasferisce Mosciano e le sue tradizioni culinarie addirittura nelle Marche. Non più spaghetti fatti in casa con le pallottine, scrippelle mbusse e timballo o ancora i rinomati libretti di fichi, ma olive all’ascolana, maccheroni di Campofilone e vincisgrassi, sconfinando anche verso la costa con zuppe di pesce e brodetti. Sarebbe una vera e propria rivoluzione culinaria a Mosciano che, a prescindere dall’opuscolo distribuito in paese in centinaia di copie, tiene ben strette le sue antiche tradizioni, soprattutto alla vigilia del periodo natalizio.
Secondo l’assessore al turismo Donatella Cordone si tratterebbe di un clamoroso errore da parte della Pangea di Conegliano: «Ho già predisposto una nota che sto inviando all’azienda per conto dell’intera amministrazione comunale chiedendo il ritiro dalla circolazione dell’opuscolo e semmai di provvedere a una nuova pubblicazione delle parti che non corrispondono alla realtà dei fatti».
Da lunedì, giorno di inizio della diffusione della guida, a Mosciano non si parla d’altro. Risentiti in modo particolare i ristoratori che vedono frantumarsi la promozione gastronomica cui si sono dedicati per anni. La pubblicazione dell’opuscolo è stata patrocinata dal Comune a titolo gratuito attraverso una delibera di giunta dello scorso mese di luglio.
Sulla grande gaffe culinaria da parte della Pangea interviene dall’opposizione anche Maria Cristina Cianella, capogruppo di Obiettivo Mosciano: «Come consigliere comunale mi sento in profondo imbarazzo e dispiaciuta. Mi sono imbattuta, su sollecitazione di alcuni cittadini, in un libricino su Mosciano con il logo del Comune. A pagina 5 leggo che la tradizione gastronomica si ispira a quella abruzzese e vengono citate le olive all’ascolana e i brodetti di pesce. Tra i primi piatti addirittura i maccheroni di Campofilone e i vincisgrassi. Credo che sia un chiaro refuso, ma perché è stata autorizzata la diffusione di un opuscolo fuorviante? Ma il sindaco e il vice sindaco lo hanno letto, se ne sono accorti prima di autorizzarne la diffuzione? Come intendono rimediare? Comincio ad alzare le mani ed arrendermi. Non siamo più in grado di riconoscere neanche noi stessi».
Alfonso Aloisi
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