Ora Castelli detta le sue priorità: «Accelerare gli appalti pubblici»

17 Gennaio 2023

Il neo commissario: «Serve un cambio di passo e sono allo studio nuove forme di semplificazione La struttura governativa per la ricostruzione resta, ma agirà in stretta sinergia con gli uffici regionali»

TERAMO. «Sulla ricostruzione pubblica deve esserci un cambio di passo perché dobbiamo ancora fare molto, l'attuazione è ancora insufficiente». È quanto ha detto ieri il nuovo commissario straordinario alla ricostruzione post sisma, Guido Castelli, alla sua prima uscita pubblica che si è svolta a San Ginesio (Macerata), dove ha preso parte alla presentazione dell'aggiornamento dei progetti con cui si andranno a ricostruire gli edifici scolastici del borgo marchigiano. «La ricostruzione pubblica è in cima alle cose da fare, stiamo studiando nuove forme di semplificazione», ha aggiunto Castelli. Che ha tenuto a sottolineare come nell'avvicendamento con Giovanni Legnini «non sia stato perso un attimo di tempo e non ci sia stato alcun cedimento o calo di tensione».
resta LA STRUTTURA
commissariale
I cronisti presenti a San Ginesio hanno chiesto a Castelli dell'ipotesi di traghettare la competenza sulla ricostruzione verso le Regioni colpite dai terremoti del 2016, dismettendo la struttura commissariale: una possibilità paventata recentemente dall’ex commissario Legnini. Il senatore di Fratelli d’Italia ha risposto così: «La soluzione è mantenere la struttura commissariale e quindi mantenere forte l'attenzione del governo nazionale sul dossier sisma 2016, ma al tempo stesso favorire una sempre maggiore compenetrazione con gli organismi regionali che sono gli Usr (gli uffici speciali ricostruzione, ndr)». Castelli ha aggiunto: «La funzione del commissario è di raccordo con il governo nazionale». E ha sottolineato l'importanza di lavorare allo «sblocco della cessione dei crediti per gli accolli da 110% (il superbonus edilizio, ndr). Sappiamo tutti che la ricostruzione privata è quasi ferma perché questo 110 non si sblocca in Italia e soprattutto nel cratere».
IL primo giorno
del NUOVO SISTEMA
Conclusa la migrazione dal vecchio sistema informatico per la gestione delle pratiche, il Mude, la nuova piattaforma Gedisi ha debuttato la notte scorsa. Gedisi sarà il portale di accesso per i professionisti e i cittadini alle procedure per ottenere il contributo sisma, ma anche un prezioso strumento di monitoraggio della ricostruzione privata. La vecchia piattaforma Mude resta attiva per la sola consultazione dei dati contenuti. «L’avvio di questo nuovo strumento, sicuramente molto più moderno ed efficiente, che consentirà ai professionisti di inoltrare i progetti e gestire le richieste di contributo e i lavori in modo molto semplice e intuitivo, è un passaggio importante della ricostruzione post-sisma 2016. Si tratta di un sistema completamente nuovo, accessibile dal web senza vincoli sui dispositivi. Ci sarà bisogno di un adattamento da parte dei tanti operatori della ricostruzione, ma stiamo attivando tutti gli accorgimenti possibili per garantire un affiancamento efficace», ha detto ieri Castelli. Sempre ieri sono stati messi a disposizione degli utenti il manuale di utilizzo e le videopillole sui passaggi più importanti della procedura, ed è in corso un test finale da parte dei professionisti, con i quali si è definito un percorso di seminari e webinar, il primo dei quali si terrà il 27 gennaio. Sulla stessa Gedisi e sul sito istituzionale della ricostruzione, www.sisma2016.gov.it, è stata attivata un’apposita sezione che raccoglie le informazioni e guide operative per l’utilizzo della nuova piattaforma.
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