«Ora si devono assumere le loro responsabilità»

Il primo cittadino si rivolge a coloro che hanno fatto mancare il numero legale facendo capire che non intende incontrarli per avviare una nuova trattativa
TERAMO. Il volto del sindaco Maurizio Brucchi dice più delle sue parole dopo il consiglio andato a vuoto sul bilancio. ll primo cittadino ha atteso l'esito del secondo appello, benché sapesse che si trattava di una pura formalità, prima di commentare l'esito della seduta. Nel frattempo ha raccolto le idee e probabilmente ha frenato l'istinto di sparare bordate contro gli assenti che hanno fatto mancare il numero legale. «Sono rammaricato», si limita a dire, «c'erano da approvare provvedimenti importanti per la città». Sul suo viso si disegna però un'espressione rigida da cui traspare non solo il semplice dispiacere. «Nel bilancio ci sono i 400mila euro delle donazioni private per la ricostruzione», fa notare, «se non lo approviamo, non potremo spenderli». ll sindaco cita anche gli interventi nelle scuole da rendere sicure e ricorda che tutti, compresi gli ex alleati, qualche mese fa «avevano detto di non volere il commissario». Se, però, anche la seduta in seconda convocazione prevista per martedì pomeriggio sfocerà in un nulla di fatto, la caduta dell'amministrazione e il conseguente commissariamento del Comune saranno inevitabili. «Si tratterà della prova di appello, l'ultima per approvare il bilancio», scandisce, «io ci sarò, poi ognuno si assumerà le proprie responsabilità». Nelle sue parole non resta traccia della cauta fiducia dei giorni scorsi che l'aveva spinto ad affermare che il senso di responsabilità sarebbe prevalso anche nei dissidenti. «Ho fatto sempre e comunque il mio dovere», spiega, «continuo a rispettare il mandato elettorale nel solo interesse dei cittadini teramani». Affiora, però, anche un velo di stanchezza per lo stillicidio politico degli ultimi mesi. Così, a chi gli chiede quali iniziative politiche intende mettere in campo entro martedì per tentare di sbloccare la situazione risponde in modo indiretto ma chiaro. «Nei prossimi cinque giorni penserò a lavorare», osserva, «ho tante cose da fare». Brucchi indica, tra l'altro, una riunione per il project financing della piscina e la riapertura della scuola Risorgimento prevista per lunedì, lasciando intendere che non avrebbe tempo per ulteriori incontri con i dissidenti, ex alleati e maggioranza. I margini di trattiva, comunque, sarebbero ridottissimi, limitati un patto molto aleatorio che la consiliatura arrivi a scadenza naturale dopo l'eventuale varo del bilancio. (g.d.m.)
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