Ora è ufficiale: il Comune esce dal progetto Paride
ALBA ADRIATICA. Alba Adriatica non tentenna e conferma l’uscita dal progetto Paride per l’illuminazione pubblica ecosostenibile. Indeterminatezza, scarsa informazione, e tempi lunghi, tra le diverse...
ALBA ADRIATICA. Alba Adriatica non tentenna e conferma l’uscita dal progetto Paride per l’illuminazione pubblica ecosostenibile. Indeterminatezza, scarsa informazione, e tempi lunghi, tra le diverse motivazioni che la giunta del sindaco Tonia Piccioni ha elencato nella decisione di fare un passo indietro rispetto al progetto europeo di cui la Provincia di Teramo è capofila e a cui il Comune aveva aderito nel 2011.
Alba quindi andrà da sola: «L’amministrazione comunale intende assumere iniziative autonome per l’individuazione del contraente cui affidare la gestione del servizio di riqualificazione ed efficientamento degli impianti di pubblica illuminazione, in considerazione, tra l’altro, che tale modalità operativa dovrebbe consentire il raggiungimento degli obiettivi in tempi notevolmente più brevi».
A nulla, quindi, sono valse le parole del presidente della Provincia Renzo Di Sabatino, che nelle passate settimane aveva cercato di tamponare la fuoriuscita dei comuni dal progetto dando notizia che dopo l’estate partiranno i lavori. La giunta comunale del resto ha ribadito anche che «nell’ultima revisione del progetto Mlei-Paride trasmessa dall’Eaci, venivano riportate le tappe principali di avanzamento del progetto con la descrizione delle attività per il raggiungimento degli obiettivi e la durata del progetto veniva estesa al 31 agosto 2021».
Alba quindi si allinea a Campli, Atri e Roseto che sono uscite. Questo è stato uno degli argomenti del consiglio comunale che si è svolto martedì pomeriggio. Ma le critiche dall’opposizione, l’amministrazione le ha incassate soprattutto su altri argomenti. Come nel caso dell’ampliamento delle autorizzazioni per la somministrazione itinerante di alimentari. L’opposizione compatta ha votato contraria, ritenendo negativi gli effetti delle autorizzazioni sulle aree di sosta di via Rovigo, via Rodi e della rotonda Isonzo, sul lungomare sud. Dall’opposizione critiche anche per la mancanza di soluzioni alla questione del mercato serale di piazzetta Rovigo che in estate occupa un’area di sosta che, se liberato, potrebbe snellire la viabilità sul lungomare Marconi.
Luca Tomassoni
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