Ordinanza fantasma, Comune costretto a smentire se stesso

24 Luglio 2016

ROSETO. Si tinge di giallo l’ordinanza fantasma di divieto di balneazione emanata dal sindaco il 13 luglio e revocata due giorni dopo. Il Comune prima rivendica di averla messa in tempo sull’albo,...

ROSETO. Si tinge di giallo l’ordinanza fantasma di divieto di balneazione emanata dal sindaco il 13 luglio e revocata due giorni dopo. Il Comune prima rivendica di averla messa in tempo sull’albo, poi è costretto a fare dietrofront.

Tutto è cominciato con la contestazione da parte di alcuni consiglieri di opposizione della mancata pubblicazione del provvedimento sull’albo pretorio nei tempi corretti. La questione appariva superata da un intervento pubblico del vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Simone Tacchetti, ma dall’ufficio stampa del Comune venerdì alle 14 viene diffuso un comunicato in cui si evidenzia che le ordinanze «risultano pubblicate, come da riferimenti normativi, sull’albo pretorio del comune nei giorni stessi della loro emanazione».

«Si afferma il falso sapendo di farlo», è l’immediata reazione del consigliere di Futuro In Alessandro Recchiuti, il quale ribadisce, carte alla mano, che l’ordinanza in questione è stata pubblicata il 21 luglio «solo dopo essere stata revocata», sottolinea Recchiuti, «mi lascia basito, quindi, il comunicato a firma, questo sì veramente fantasma, dell’ufficio stampa (prima o poi scopriremo da chi è composto) che risponde in maniera piccata e affermando cose che contrastano palesemente con la realtà dei fatti». Sulla stessa posizione l’associazione il Punto, i cui rappresentanti sottolineano come «un ritardo di ben otto giorni rispetto alla data dell’evento in esame sia in pieno contrasto con il principio della tempestività informativa».

Ha subito messo una pezza il sindaco, Sabatino Di Girolamo, attraverso una nota a firma del segretario comunale (pubblicata sul sito del Comune alle 17,22 di venerdì), in cui si evidenzia che «per un disguido interno agli uffici, l’ordinanza non fu immediatamente inserita all’albo pretorio elettronico ove fu pubblicata solo in data 21 luglio 2016. L’amministrazione ha incaricato il segretario comunale di individuare le responsabilità dell’accaduto e si riserva di adottare, con le modalità di legge, provvedimenti disciplinari sanzionatori». (f.ce.)

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