Ore e stipendi ridotti per i 58 in esubero della Piccola Opera

Accordo stipulato in Regione per evitare i licenziamenti Una dipendente: ora va bene, ma a fine anno che accadrà?
GIULIANOVA. È arrivata una boccata di ossigeno per i 58 lavoratori in esubero della Piccola Opera Charitas che potranno contare su un contratto di solidarietà fino al 31 dicembre 2016. Lunedì mattina, infatti, c’è stato un incontro in Regione con i sindacati che ha portato alla stipula dei contratti speciali.
Questi ultimi prevedono una riduzione del 15% del monte ore dei lavoratori, che passeranno quindi da 38 a 32 ore settimanali. Delle 6 ore ridotte, poi, 3 verranno pagate ai lavoratori dall’Inps, mentre le altre andranno perse. A conti fatti, i dipendenti perderanno all’incirca solo 100 euro rispetto allo stipendio precdente.
All’incontro in viale Bovio, nella sede regionale, c’erano tutti i dirigenti dell’istituto assistenziale e i rappresentanti sindacali. Uno spiegamento di forze imponente per salvaguardare il posto di lavoro ai dipendenti reputati in esubero dopo il programma di riconversione imposto alla Poc dalla Regione.
Si tratta infatti, per lo più, di personale senza specializzazione (richiesta dal 2014 a tutte le strutture sanitarie), ma anche addetti di lavanderia, assistenti sociali, psicologi e maestre di laboratorio. Il contratto di solidarietà è rinnovabile fino a 24 mesi, ma questo dipende dal governo centrale visto che, per ora, nella legge Finanziaria sono stati stanziati solo i fondi per il 2016.
«Abbiamo scongiurato i licenziamenti, per ora», ha commentato Elena Di Bonaventura, dipendente e rappresentante sindacale, «ma adesso la domanda è: cosa accadrà a fine anno? Se la Regione non provvede a fare la rimodulazione della struttura, come promessoci lo scorso anno, e aprire la sede di Villa Volpe, che fine faranno questi dipendenti?».
La struttura è in forte difficoltà economica: la Asl sta ancora conteggiando l’importo delle rette di dicembre, mentre non sono ancora arrivati i circa 2 milioni di euro spettanti come compartecipazione da parte dei Comuni di residenza dei ragazzi. I dipendenti, a causa di questi ritardi, non hanno percepito la tredicesima e gli stipendi di dicembre sono stati pagati a metà gennaio, ma già sanno che dovranno attendere oltre la metà del mese di febbraio per percepire il salario di gennaio. La Poc, inoltre, ha in atto un contenzioso di 4 milioni di euro con la Asl derivanti dalla rimodulazione della struttura. Il 3 marzo ci sarà un incontro ufficiale tra Poc e Asl.
Margherita Totaro
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