Orfeo: «L’ateneo deve crescere, ora può farlo»

24 Febbraio 2017

Parla il direttore generale dimissionario: «Molti obiettivi sono stati raggiunti La conflittualità interna? Quando si fa una rivoluzione ci sono delle resistenze»

TERAMO. Perché Maria Orfeo ha lasciato l’incarico di direttore generale dell’università di Teramo? È vero che dietro la sua decisione ci sono l’elevata conflittualità interna e la valanga di inchieste giudiziarie abbattutasi sull’ateneo negli ultimi tempi? Il giorno dopo la ratifica delle dimissioni da parte del Senato accademico, avvenuta mercoledì, la manager fiorentina – in viaggio verso casa – risponde al Centro così, dribblando gli argomenti più spinosi ma facendo intuire che qualcosa che non funziona c’è.

«Intanto», esordisce, «dico che mi ha fatto piacere ricevere un addio così forte. Avevo accettato dal rettore D’Amico una proroga ai tre anni di contratto canonici per i direttori ma volevo tornare a casa, a Firenze. Inoltre l’ateneo di Teramo ha ormai raggiunto, a mio parere, alcuni obiettivi che si era prefisso. Quando sono arrivata era l’organizzazione che necessitava di alcuni interventi. La prima operazione è stata di affermare dei valori, che si sono concretizzati in azioni. In primis il valore della legalità, e quindi aggiornare tutti i regolamenti che non erano aggiornati da troppo tempo. Poi aprirci all’esterno, e quindi aderire a progetti interuniversitari. Bisognava dare centralità allo studente, creare per i ragazzi un contesto più favorevole: e la segreteria studenti è l’esempio più evidente. Bisognava lavorare per avere una capacità di risposta immediata. La macchina amministrativa è fondamentale, se si blocca non è possibile riformare nulla. In quest’ambito la scelta di lavorare per gruppi è stata un modo di superare l’individualismo. Tante persone mi hanno seguito, i risultati concreti ci sono stati. Poi è chiaro che tante altre cose devono essere ancora fatte e le farà il nuovo direttore generale».

A domanda sulla conflittualità interna, Maria Orfeo risponde: «Quando si realizza una rivoluzione nel modo di lavorare, certi comportamenti e atteggiamenti non si cancellano del tutto». E i controlli della magistratura? «È necessario che ci siano, poi quali e quanti dipende dalla magistratura». Infine, a domanda sulle prospettive dell’ateneo teramano, Maria Orfeo risponde: «L’università di Teramo deve continuare a crescere, ma ora ha tutte le carte in regola per migliorare».

Il Senato accademico di mercoledì, ratificate le dimissioni del direttore generale, ha deliberato di far partire il bando per l’individuazione del nuovo.(d.v.)

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