Orsini 63, c’è il via all’asta per 46 appartamenti

29 Aprile 2020

Rimossi i sigilli e ripristinata l’abitabilità dello stabile, il tribunale può procedere con le vendite. D’Antonio: «Speriamo che gli alloggi siano acquisiti in fretta»

GIULIANOVA. Sul condominio Orsini 63, realizzato dal gruppo Di Gennaro di Tortoreto tra via Ippodromo e viale Orsini, è scesa improvvisamente una palpabile tranquillità dopo la rimozione dei sigilli a suo tempo apposti per problemi di abitabilità. Gli uomini della polizia municipale, alla presenza del sindaco Jwan Costantini, hanno provveduto all’attesa operazione facendo in tal modo riacquisire all’intero complesso la formale e sostanziale certificazione di abitabilità.
All’interno del fabbricato sono presenti 63 appartamenti (da qui la denominazione di Orsini 63), di cui 17 regolarmente acquistati prima dell’avvio della procedura fallimentare. Appartamenti comperati da privati, alcuni residenti addirittura in America o in Lombardia, che a suo tempo hanno inteso effettuare un investimento sul “mattone” anche in considerazione dell’ottima posizione dello stabile, ubicato a pochi passi dal mare. Nella maggior parte dei casi gli acquisti delle abitazioni hanno avuto come unico obiettivo, oltre al concreto investimento immobiliare, quello di trascorrere le vacanze estive a Giulianova. Restano ora, dopo tutti i vari passaggi intervenuti, 46 appartamenti da monetizzare per rimpolpare l’attivo della procedura fallimentare in atto. Il delegato del tribunale che sta gestendo il caso, Carlo Del Torto, a breve provvederà a vendere all’asta le singole unità abitative che ora, rispetto al passato, potranno poggiare su solide basi di certezze legali fornite dal tribunale di Teramo. Come si ricorderà all’interno di quel condominio è accaduto di tutto con porte e serrature siliconate, manomissione dei contatori, denunce e altro. Con la rimozione dei sigilli il complesso residenziale torna a nuova vita con buone prospettive per il futuro.
Berardo D’Antonio, avvocato e amministratore del condominio Orsini 63, sottolinea: «La liberazione del complesso dai sigilli rappresenta un grosso traguardo per la vita dell’intero residence. Si stava rischiando di far terminare l’immobile in uno stato di degrado dovuto all’impossibilità di svolgere quei necessari lavori di ordinaria manutenzione che servono proprio per evitare il deperimento di quelle parti che necessitano di interventi. Finora, stante la situazione a tutti nota, non siamo stati in grado di agire nell’interesse di tutti i condòmini. Speriamo che ora gli appartamenti ancora invenduti vengano acquisiti in fretta in modo da imprimere al condominio una buona spinta. Sarebbe stato un vero peccato non poter intervenire nei dovuti modi sulla gestione del complesso».
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