Orsini 63, nuova ondata di sfratti

Tutti rimandati di qui a tre mesi. Gli inquilini: «La nostra protesta continuerà»
GIULIANOVA. Ieri mattina è stato il quarto giorno di sfratti nel complesso “Orsini 63”, sfratti anche stavolta bloccati e rimandati da qui a tre mesi perché, all’interno degli appartamenti, c’erano ancora gli inquilini. L’ufficiale giudiziario, le forze dell’ordine e il fabbro avevano mandato ieri di cambiare la serrature in cinque appartamenti. «Nel mio caso ed in quello dell’altro appartamento da me affittato», fa sapere Cosimo Pastore, uno degli affittuari sotto sfratto, «essendoci minori e persone disoccupate, l’ufficiale giudiziario e le forze dell’ordine hanno constatato lo stato di difficoltà del momento e la vera emergenza sociale presente, riservandosi di fare un incontro successivo anche con l'ausilio degli assistenti sociali e tenendo in considerazione che alcuni di noi hanno fatto domanda di emergenza abitativa al Comune di Giulianova, senza peraltro ricevere ancora risposta alcuna». In un altro appartamento era invece presente una coppia (l’uomo con problemi di salute) e le autorità hanno rimandato lo sfratto al prossimo dicembre. Infine in altri due appartamenti si sono accordati dando il tempo agli inquilini di togliere la mobilia e quant’altro. «La nostra protesta», continua Pastore, «non si fermerà, come dimostrato dalla conferenza stampa di sabato scorso e dai cartelli messi sui balconi delle nostre case. Anche se la Di Gennaro Costruzioni ha liquidato il nostro appello con un “non posso bloccare gli sfratti” noi crediamo in un intervento del prefetto, che possa chiarire la situazione e sospendere momentaneamente gli sfratti ritenuti da noi illegittimi. I nostri contratti sono regolari, i canoni d'affitto pagati, le utenze pagate e non usciremo dalle nostre abitazioni se non con la forza. Faccio presente anche che gli atti vandalici avvenuti in questi giorni nulla hanno a che vedere con chi abita nello stabile, anzi, tutto questo sta infangando la nostra protesta. Speriamo che qualcuno fermi gli sfratti esecutivi». Il prossimo giro di sfratti è previsto martedì 18 ottobre.
Con una interrogazione parlamentare rivolta al presidente del consiglio Matteo Renzi, anche Gianni Melilla, deputato di Sinistra italiana, chiede che vengano bloccati gli sfratti in atto per gli inquilini che hanno regolarmente pagato il canone d’affitto. Il parlamentare riporta la nota del comitato di cittadini che spiega come gli affittuari siano finiti in questa situazione senza averne responsabilità. «Lo sfratto è causato da un’errata interpretazione di fondo», conclude Melilla, «ed è motivato da un’inadempienza da parte delle società che gestiscono gli appartamenti, che però, in realtà non c'è, perché è prevista la compensazione del pagamento con lavori di ultimazione della struttura fino al settembre 2017». (mt)
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