Orsini 63, Soldà chiude i garage sigillati da tre anni

Il commissario emana un’ordinanza che vieta l’accesso. Il curatore fallimentare fa notare che da tempo c’è una grossa catena per cui «l’ordinanza è inutile»
GIULIANOVA. Il commissario prefettizio Eugenio Soldà emana un’ordinanza in cui inibisce l’uso dei garage del complesso “Orsini 63”. Peccato, fa notare il curatore fallimentare, che l’autorimessa sia sigillata già dal 2016. Il curatore fallimentare di “Orsini 63”, Nicola Rossi, non le manda a dire. «Il commissario prefettizio ha scoperto l'acqua calda perchè le autorimesse del complesso Orsini erano state già sigillate nel 2016 in sede di concordato preventivo dal precedente amministratore del condominio, su invito del debitore Flavio Di Gennaro. E poi il curatore ha avuto premura di apporre sul cancello della rampa una grossa catena con lucchetto, al fine di impedire l'accesso alle autovetture sia dei condomini proprietari, che degli occupanti “sine titulo”».
Il commissario prefettizio ha emesso l'ordinanza di divieto di accesso alle autorimesse dopo il sopralluogo effettuato da tecnici del Comune insieme all'amministratore del condominio Berardo D'Antonio e a Leo Medori, progettista e direttore dei lavori del complesso Orsini 63, al fine di verificare lo stato delle autorimesse. Da qui è stato redatto un verbale che rileva la mancanza di una porta antifuoco e delle condotte antincendio, necessarie per ottenere l'attestato preventivo antincendio dei vigili del fuoco. E divieti e catenacci erano ben visibili. «E quindi l'ordinanza non ha senso», riprende Rossi, «invece il commissario Soldà non ha provveduto, come doveva, ad emettere l'ordinanza di sgombero coattivo comandato dal Tar Abruzzo e pertanto se ne assume le responsabilità, dato che nel frattempo le quattro famiglie occupanti senza titolo hanno perpetrato ulteriori danni alle scalinate del complesso come evidenziato in una mail da un condomino proprietario». (a.f.)
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