“Orsini 63”, sopralluogo del Comune

7 Febbraio 2019

Verifica dell’iter per il rilascio della Scia e dell’agibilità. Il 17 scade il termine per lo sgombero coatto

GIULIANOVA. Dopo la sentenza del Tar, il Comune chiede alla curatela fallimentare di “Orsini 63” un sopralluogo per la verifica dell’iter per il rilascio della Scia e dell’agibilità dello stabile. Il sopralluogo si è svolto ieri mattina.
Un tecnico del Comune di Giulianova, Lucio Ciriolo, insieme a un vigile urbano, ha fatto una ricognizione con l’amministratore del condominio Berardo D’Antonio e gli architetti Leo Medori e Domenico Flagnani (nominati dal tribunale di Teramo per la segnalazione di agibilità al complesso) volta all’accertamento dei lavori di adeguamento alle norme di prevenzione incendi nelle autorimesse e delle modifiche alle aperture di ventilazione e di realizzazione di un percorso protetto nel locale pompe antincendio. E’ probabile che l’ufficio del Comune voglia stabilire dal sopralluogo la tempistica relativa a una serie di passaggi, dal rilascio dell’attestato preventivo antincendio dei vigili del fuoco fino al collaudo e cessione delle aree al Comune.
Il tempo però corre: la sentenza del Tar aveva dato al Comune un mese dalla notifica per procedere allo sgombero coattivo di tutto lo stabile senza agibilità, comprese le famiglie che avevano occupato senza titolo alcuni appartamenti. Il termine scadrà il 17 febbraio, dopo di che ci sarà la nomina di un commissario ad acta.
Il problema delle quattro famiglie che hanno occupato abusivamente gli appartamenti – prima ne erano decine – e che ancora non vengono sgomberate perchè il tribunale ha differito i termini dello sfratto, è molto sentito dai legittimo proprietari degli appartamenti, in quanto la convivenza si presenta molto difficile. Non a caso nell’ultima assemblea di condominio del 26 gennaio i condomini hanno segnalato alcune questioni: dagli ammaloramenti causati da alcune infiltrazioni nella scala C all’asportazione di materiali da numerosi appartamenti dopo gli sfratti passati, a causa della concessione di 30 giorni per lo sgombero dei mobili. E’ stato detto durante la riunione condominiale – e nella corrispondenza via mail con il curatore fallimentare Nicola Rossi ed altri – che i 17 condomini-proprietari, se dovessero restare ancora gli occupanti “sine titulo” e continuando i disagi e i danneggiamenti potrebbero agire, se il Comune non dovesse adempiere allo sgombero coattivo, nei confronti dell’amministrazione per danni .
Del resto il curatore Rossi, tramite i legali Pietro Referza e Serena Monina – sia nell’esposto al Comune per ottenete lo sgombero coattivo che nel successivo ricorso al Tar Abruzzo dell’Aquila a causa del silenzio-rigetto dell’amministrazione comunale all’epoca del sindaco Francesco Mastromauro – ha tenuto a rappresentare lo stato di insicurezza di “Orsini ’63”, in assenza di agibilità e con le manomissioni degli impianti di luce e gas per cui in passato sono dovuti intervenire anche i vigili del fuoco. (a.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.