Ospedale a Villa Mosca La delibera va in consiglio

Il sindaco lo assicura durante la conferenza stampa di Berardini e dei comitati «Ma il problema è che non ci sono la programmazione né fondi sufficienti»
TERAMO. Nel giorno in cui l'onorevole Fabio Berardini, insieme ai comitati di quartiere, convoca una conferenza stampa per chiedere al consiglio comunale di modificare ufficialmente la delibera del 2017 che individua le aree per la realizzazione del nuovo ospedale, inserendo anche quella di Villa Mosca, il sindaco Gianguido D'Alberto gioca d'anticipo e annuncia che la modifica alla delibera sarà portata nel prossimo consiglio che si terrà probabilmente il 15 ottobre. Ribadendo, però, come l'aspetto della localizzazione sia secondario rispetto a quello che dovrebbe essere il vero tema: pretendere per Teramo l'ospedale di secondo livello, punto di riferimento per tutta la provincia. È quanto accaduto ieri nella sede del comitato di quartiere San Berardo, dove il primo cittadino è intervenuto subito dopo che il portavoce del comitato per il nuovo ospedale a Villa Mosca, Demetrio Rasetti, aveva sottolineato come l'ordine del giorno approvato a novembre non avesse trovato compimento.
«La mia posizione sulla prospettiva dell'edilizia sanitaria e sull'ospedale di Teramo è sempre stata chiara», ha detto D'Alberto, «e credo che il "cosa vogliamo" venga prima del dove. Per rimuovere qualsiasi alibi o giustificazione voglio rassicurare il comitato sul fatto che nel prossimo consiglio, dando seguito a quanto previsto nell'ordine del giorno approvato a novembre, integreremo la delibera del 2017 con il sito di Villa Mosca». D'Alberto, nell'evidenziare come oggi, in ogni caso, nulla impedisca dal punto di vista giuridico di presentare una proposta di progetto sull'area dove insiste il Mazzini, ha poi sferrato un attacco alla Regione. «Credo che il vero tema sia continuare a chiedere l'ospedale di secondo livello su Teramo», ha aggiunto, «e non posso che riscontrare la totale assenza di programmazione da parte di chi deve decidere il piano della rete ospedaliera sul territorio. È questo il punto su cui discutere. Certo non consentiremo mai che l'area del Mazzini resti una cattedrale nel deserto». Poi un passaggio sui finanziamenti. «È un tema che ho posto anche al presidente Conte», ha concluso D'Alberto, «noi oggi abbiamo 80 milioni stanziati che è una somma limitata. Da qui la necessità di un'interlocuzione sia con la Regione per la programmazione che con il Governo, che ci può aiutare a trovare fondi integrativi».
Un impegno, quello assunto dal sindaco, accolto con favore da tutti, con Berardini che non senza una nota di ironia ha sottolineato la «felice coincidenza» dell'impegno del sindaco proprio in occasione della conferenza stampa convocata sul tema. «Oggi siamo qui per esprimere la volontà di tutte le forze civiche e politiche di portare in consiglio comunale quanto prima la modifica della delibera», ha detto, «per reinserire ufficialmente l'area di Villa Mosca nella strategia pianificatoria. Questo perché nell'atto con cui la Asl ha rigettato il mio accesso l'azienda sanitaria ha scritto nero su bianco che per quanto riguarda le proposte e anche lo studio della localizzazione del nuovo ospedale sono rimessi allo stato attuale al proponente sulla base degli indirizzi forniti in merito all'individuazione delle aree dal Comune di Teramo». Alla conferenza erano presenti anche i consiglieri comunali Fracassa, Di Teodoro, Ciammariconi e Di Timoteo che hanno sottoscritto la richiesta presentata da Ciammariconi di un consiglio comunale per approvare la modifica alla delibera del 2017.
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