Ospedale a Villa Mosca La proposta incassa tre sì

18 Novembre 2020

La notizia che un gruppo di aziende presenterà un progetto per il nuovo presidio piace a Berardini, comitato civico e Futuro In che incalzano la Asl ad accoglierla

TERAMO. «L’azione di monitoraggio e trasparenza sulla vicenda del nuovo ospedale di Teramo sta dando i suoi frutti. La presentazione di una proposta progettuale a Villa Mosca è un dato importante che spinge me ed i comitati di quartiere ad andare avanti» . Dopo la notizia di un gruppo di cinque imprese che ha inviato alla Asl una lettera in cui annuncia una proposta per realizzare il nuovo ospedale nell'area del Mazzini – dietro al primo lotto – il parlamentare Fabio Berardini commenta come la delibera approvata dal consiglio comunale in ottobre con l’inserimento di Villa Mosca tra i siti possibili di realizzazione del nuovo ospedale, apra "nuove prospettive" e segni un punto a favore dei comitati di quartiere che da anni lottano contro la delocalizzazione del presidio. «Eppure il direttore Di Giosia», prosegue Berardini, « nella conferenza stampa dell’11 settembre dichiarava di escludere l’area del Mazzini in quanto satura, adducendo in maniera, a mio avviso pretestuosa, le sue motivazioni non esistendo uno studio di fattibilità. Ed ora? Quantomeno mi aspetto una dichiarazione in merito. Da parlamentare e da cittadino pretendo risposte adeguate, non approssimative, e soprattutto auspico che le decisioni che verranno prese siano il risultato di opportune valutazioni e non di scelte non condivise e non ponderate come accaduto ora».
A fare eco a Berardini anche il comitato promotore per il Mazzini che nel salutare con soddisfazione la notizia e sottolinare che «la proposta progettuale conferma che quanto da noi richiesto ed argomentato da più di tre anni non nasceva da “strani convincimenti”, ma era il frutto di puntuali ed approfonditi esami sulle dotazioni urbanistiche del sito», auspica che, «come da delibera consigliare recentemente approvata, la Asl di Teramo ed il Comune esaminino in tempo debito le proposte pervenute, analizzandone i profili di merito e di fattibilità, così da permettere al Consiglio Comunale di formulare la scelta migliore per la città». Interviene anche il coordinamento di Futuro In, che con le altre forze di minoranza aveva anche depositato una richiesta di referendum sull'ospedale: «Da sempre abbiamo sostenuto, come gruppo politico e consiliare, la necessità di non depauperare Teramo del nosocomio, convinti anche del fatto che la vocazione sanitaria dell’area su cui sorge il Mazzini dovesse essere valorizzata ulteriormente e non abbandonata. Oggi esprimiamo la nostra soddisfazione nell’apprendere che quanto dicevamo, carte alla mano, grazie all’ipotesi progettuale estesa da tecnici che come noi hanno a cuore il destino del Mazzini, si può fare. Auspichiamo che il Comune di Teramo, la Asl e tutti gli organi di governo preposti, nel pieno rispetto di norme e procedure, producano a mezzo dei propri uffici tecnici gli studi di fattibilità».
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