Ospedale, allarme sul taglio degli interventi

Atri. L’opposizione: «Mancano anestesisti, sedute a rischio». Il sindaco: «La Asl ha assicurato rinforzi»
ATRI . «Nell’ospedale San Liberatore” le sedute operatorie sono a rischio». A denunciarlo sono i consiglieri di opposizione Paolo Basilico, Alfonso Prosperi, Ugo Giuliani e Giammarco Marcone che fanno parte della coalizione “Atri 2023”. «Ci sono persistenti notizie per le quali in ospedale, pare a causa della cronica carenza di medici anestesisti rianimatori, si starebbe procedendo ad una drastica riduzione, se non interruzione delle sedute operatorie, con danno grave ed irreparabile per la funzionalità del presidio», affermano, «abbiamo provveduto a inviare sul tema un’interrogazione al sindaco Piergiorgio Ferretti per sapere se è a conoscenza della circostanza e quali iniziative ha preso o intende assumere al riguardo. Auspichiamo, da parte del nostro primo cittadino, una presa di posizione decisa nei confronti di chi sta lavorando alacremente per un declassamento costante del nostro nosocomio».
Sulla questione è immediata la replica di Ferretti. «Il programma della Asl di Teramo prevedeva lo sdoppiamento di Chirurgia e Ortopedia a decorrere dal 26 settembre, da questa data si potranno effettuare maggiori ricoveri a cui dovrebbero seguire maggiori interventi chirurgici», tiene a evidenziare il sindaco, «l’annoso problema della scarsità di anestesisti è ormai nazionale e tuttavia non giustifica l’assenza di un intervento risolutivo da parte dell’azienda sanitaria teramana che ci ha garantito dal 1° ottobre la mobilità di un anestesista dalla Asl di Pescara». A detta del primo cittadino, dunque, «ora bisogna limitare il blocco degli interventi: rimarremo vigili sul programma della Asl che ci è stato presentato a inizio agosto». Secondo alcuni operatori sanitari del San Liberatore, tra l’altro, al momento sono in realtà a rischio solo gli interventi di natura complessa. (d.f.)

